
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dice di aver avuto dei colloqui con il presidente russo, Vladimir Putin, per parlare dei negoziati sulla guerra tra Russia e Ucraina. L’invasione guidata dal Cremlino è vicina al suo terzo anniversario e il capo della Casa Bianca – che ha sempre vantato il potere negoziale per porre fine al conflitto in poco tempo – dice che i negoziatori russi vogliono incontrare le controparti statunitensi.
Trump ha rilasciato un’intervista al New York Post, quotidiano schierato dalla sua parte e spesso esagerato nelle valutazioni e nei giudizi. Però è stato proprio il presidente americano, mentre era a bordo dell’Air Force One, a dire di avere un piano per porre fine alla guerra, ovviamente senza entrare nei dettagli: «Spero che sia veloce. Ogni giorno muoiono persone. Questa guerra è così brutta in Ucraina. Voglio porre fine a questa dannata cosa». Ha ribadito spesso di aver sentito l’autocrate del Cremlino, «meglio non dire quante volte».
Forse un’indicazione maggiore può arrivare dalla controparte di questa storia raccontata da Trump. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov non ha né confermato né smentito che ci siano stati contatti tra i presidenti di Stati Uniti e Russia. La settimana scorsa Peskov ha detto che i contatti tra Washington e Mosca si sono intensificati, ma una chiamata Trump-Putin sarebbe il primo colloquio diretto tra i due leader da quando Putin ha dato il via alla guerra, che lui continua a chiamare «operazione militare speciale», nel febbraio 2022.
Accanto a Trump, durante l’intervista, c’era Michael Waltz, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale. Lo stesso Waltz non ha mai confermato che Trump abbia parlato con Putin. Intervistato in un altro momento, domenica dalla Nbc, ha però detto che «ci sono sicuramente molte conversazioni delicate in corso» e che alti diplomatici statunitensi saranno in Europa questa settimana «per discutere i dettagli su come porre fine a questa guerra e ciò significherà portare entrambe le parti al tavolo».
La fine della guerra, ha aggiunto ancora Waltz, è stata sollevata nelle conversazioni con il primo ministro indiano Narendra Modi, con il presidente cinese Xi Jinping, e con i leader di tutto il Medio Oriente. «Tutti sono pronti ad aiutare il presidente Trump a porre fine a questa guerra», ha detto Waltz, e ha ripetuto i commenti del presidente che è pronto a tassare, imporre tariffe e sanzioni alla Russia.
Durante la sua campagna elettorale, Trump aveva promesso più e più volte di porre fine alla guerra al più presto se fosse stato rieletto. Diceva di avere il potere di farla finire in ventiquattro ore. Spesso sottolineava il dramma della perdita di vite umane sul campo di battaglia. Ma fino a oggi non sembra cambiato granché: la Russia continua con la sua guerra di invasione, gli ucraini si difendono come possono e fanno il possibile per tenere gli aggressori lontani, con le poche risorse a disposizione e in attesa di aiuti maggiori da parte dei loro alleati.
Per non farsi mancare niente, nell’intervista al New York Post, Trump ha anche detto di voler raggiungere un accordo con l’Iran sul suo programma nucleare. Probabilmente anche questa è, al massimo, a voler essere generosi, una mezza verità.