Il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance venerdì 28 marzo sarà in Groenlandia con la moglie Usha, il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Michael Waltz, il segretario all’energia Chris Wright e il senatore repubblicano Mike Lee dello Utah. Vance visiterà la base della Us Space Force a oltre mille chilometri dalla capitale Nuuk, in quella che viene considerata l’ultima manifestazione dei progetti espansionistici americani sull’isola, che resta una regione autonoma della Danimarca.
Inizialmente, il viaggio avrebbe dovuto essere solo un tour privato di Usha Vance, attesa in Groenlandia per partecipare a eventi culturali e una gara di slitte trainate da cani. «Ho deciso che non volevo che si divertisse così tanto da sola e quindi mi unirò a lei», ha annunciato poi Vance in un video.
La visita programmata, però, dopo i ripetuti commenti del presidente Donald Trump sulla necessità di annettere l’isola ricca di minerali, ha sollevato qualche perplessità. Così, quando è stato annunciato che anche Waltz, consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, si sarebbe unito alla delegazione, in Groenlandia non l’hanno presa bene.
Sull’isola, le visite americane cominciano a sembrare sempre più un tentativo di intromettersi nella politica interna, raccogliendo sostegno per stringere legami più stretti con gli Stati Uniti tra la popolazione locale, a spese della sovranità danese.
Il primo ministro facente funzione della Groenlandia, Mute B Egede, ha parlato di una «provocazione» e di una «dimostrazione di potere», e ha chiesto alla comunità internazionale di farsi avanti. «Per la cronaca, il governo della Groenlandia non ha esteso alcun invito per visite, né private né ufficiali», ha detto Egede. Anche i cittadini della Groenlandia hanno espresso il loro disappunto, promettendo che la delegazione americana non avrebbe ricevuto un caloroso benvenuto – racconta la Bbc.
Solo qualche giorno fa, Donald Trump ha parlato della sua volontà di annettere la Groenlandia «in un modo o nell’altro». E il presidente russo Vladimir Putin giovedì 27 marzo ha dichiarato che le intenzioni di Trump per il controllo dell’isola sono serie e non sorprendenti, dato l’interesse di lunga data degli Stati Uniti per il territorio ricco di minerali, spiegando però che le mire americano non riguardano la Russia.
«Può sembrare sorprendente solo a prima vista e sarebbe sbagliato credere che si tratti di una sorta di discorso stravagante dell’attuale amministrazione statunitense», ha detto Putin, spiegando che si tratta di piani che hanno radici storiche. «È ovvio che gli Stati Uniti continueranno a far avanzare sistematicamente i loro interessi geostrategici, politico-militari ed economici nell’Artico». Putin ha aggiunto che Mosca non ha «mai minacciato nessuno nell’Artico, ma guardiamo con attenzione la situazione e difenderemo i nostri interessi». Anche con un «aumento del numero dei soldati russi nell’Artico». C’è però anche una mano tesa verso Trump: secondo il presidente russo, «è possibile una cooperazione nell’Artico, anche con gli Stati occidentali».
Intanto, in attesa di Vance e Waltz, giovedì quattro dei cinque partiti politici usciti vincitori dalle ultime elezioni in Groenlandia si sono accordati per formare un nuovo governo che avrà 23 dei 31 seggi in Parlamento. Secondo i media locali, l’accordo dovrebbe essere firmato venerdì 28 marzo. Proprio mentre la delegazione americana visiterà la base spaziale statunitense di Pituffik, che supporta le operazioni di sorveglianza e difesa missilistica.
La regione autonoma della Danimarca è nelle mire di Trump perché possiede ricchi giacimenti minerari e si trova a cavallo di rotte aeree e marittime strategiche, in un momento in cui Stati Uniti, Russia e Cina si contendono la posizione nell’Artico.