Edilizia sostenibile Il Manifesto per il futuro delle costruzioni parte da Riva del Garda

Dal 6 al 7 maggio, la località lacustre in provincia di Trento ospiterà panel, incontri e workshop volti a elaborare un innovativo documento da presentare al ministero dell’Ambiente. L’obiettivo è trasformare l’ecosostenibilità nell’immobiliare in un’azione concreta, contribuendo alla decarbonizzazione del settore

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Smettere di costruire edifici nuovi e riqualificare il patrimonio esistente, valorizzando ciò che già abbiamo senza consumare ulteriore suolo. Quello che oggi è un imperativo fondamentale per la sostenibilità del settore immobiliare, nel 2012 era considerato un azzardo. Era l’anno dell’edizione inaugurale di REbuild, l’evento sull’innovazione sostenibile dell’ambiente costruito, che ha contribuito a gettare le basi per incorporare l’approccio Esg (Environmental, social and corporate governance) all’interno dell’edilizia. 

«Il nostro obiettivo è quello di connettere le persone, creando occasioni di sviluppo per il settore anche tramite incontri e workshop. Lo abbiamo fatto con l’ausilio di un comitato scientifico, capace di interpretare i cambiamenti dettati dalla decarbonizzazione e i mutamenti nel mercato», ha detto Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi, sede dell’edizione 2025 di REbuild, in programma dal 6 al 7 maggio nella località lacustre della provincia autonoma di Trento. L’organizzazione metterà a disposizione dei partecipanti delle navette dalla stazione di Rovereto per raggiungere Riva del Garda in circa mezz’ora. 

Le sedici conferenze e i quattro workshop in agenda, aggiunge Albarelli, «produrranno contenuti da cucire assieme e inserire all’interno del “Manifesto per il futuro delle costruzioni”», da presentare successivamente a Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. A Riva del Garda interverranno in totale più di sessanta speaker. 

Le ultime vicende di attualità, soprattutto quelle inerenti al Ddl Salva Milano e allo stallo sull’urbanistica meneghina, hanno confermato l’urgenza di inserire i temi ambientali all’interno dello sviluppo del patrimonio costruito delle città. I nostri centri urbani sono densi, saturi, impermeabili: serve un cambio di rotta. REbuild, giunto alla sua undicesima edizione, tenterà quindi di declinare in decine di modi diversi la decarbonizzazione del settore dell’edilizia, al grido di “Connect minds, enable innovation”

Esg e sostenibilità economica devono per forza andare a braccetto, anche nel settore delle costruzioni. Non a caso, stando a un nuovo report condotto per l’Osservatorio REbuild dal dipartimento di Culture del Progetto dell’Università IUAV di Venezia, il 55 per cento degli operatori ritiene che gli edifici ad alta efficienza energetica siano in grado di offrire importanti benefici economici e finanziari. 

L’ecosostenibilità è un’opportunità di mercato anche nell’immobiliare. «Ma questo settore, in Italia, ha finora mostrato scarsa ambizione. A REbuild, quindi, non ci limiteremo a raccontare l’innovazione: ci saranno workshop per produrre contenuti importanti, sempre nell’ottica di un Manifesto che punta a essere una base di discussione per trasformare il settore», spiega il professor Ezio Micelli, presidente del Comitato Scientifico di REbuild e docente ordinario dell’Università IUAV di Venezia.

Un altro punto interessante emerso dallo studio coordinato da Micelli – frutto di una meta-analisi dei principali report settoriali in grado di trovare una sorta di «media delle medie» – è che l’81 per cento degli operatori considera essenziale che gli asset rispettino i criteri Esg, in grado di influenzare l’85 per cento delle decisioni di investimento. Non a caso, il 65 per cento degli operatori considera il rischio climatico un vero e proprio rischio finanziario. 

REbuild 2025 sarà insomma una preziosa occasione per mettere nero su bianco possibili soluzioni per migliorare la resilienza climatica del settore delle costruzioni: nuovi materiali, urban mining, democratizzazione del digitale, intelligenze artificiali, robotica. Durante i panel (programma qui), inoltre, ci sarà anche spazio per ragionare sullo sviluppo delle energie a zero emissioni. 

Si parlerà di riconversione delle centrali a carbone dismesse per progetti innovativi (e urbani) sul nucleare, di disassemblaggio in ottica di riuso (dai Paesi Bassi arriverà Elma Durmisevic, fondatrice di 4D architects), di comunità energetiche rinnovabili, di nuova cantieristica. Il programma punterà quindi a rendere il più concreto possibile il concetto – spesso abusato – di sostenibilità applicato al settore delle costruzioni, sempre con un occhio di riguardo alle connessioni tra luoghi e persone. 

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