Proposta indecenteGli Stati Uniti hanno dato all’Ucraina una nuova bozza dell’accordo sui minerali, ed è irricevibile

I funzionari americani hanno provato a cambiare unilateralmente le condizioni del patto per l’uso delle risorse del sottosuolo. La nuova versione non rispecchia le discussioni bilaterali delle ultime settimane e ha condizioni estremamente svantaggiose per Kyjiv

AP/Lapresse

Gli Stati Uniti hanno provato a cambiare unilateralmente le condizioni dell’accordo sui minerali proposto all’Ucraina. La nuova bozza è un documento di cinquantotto pagine, peraltro datate 23 marzo, il cui contenuto è molto diverso dalle versioni discusse in precedenza dai funzionari americani e ucraini. E questa versione sarebbe molto più sconveniente per Kyjiv.

Il deputato ucraino Yaroslav Zheleznyak ha letto il testo e, senza divulgarlo integralmente, ne ha descritto i contenuti su Telegram. Nelle nuove disposizioni c’è la creazione di un consiglio di cinque membri, tre dei quali provenienti dagli Stati Uniti, tutti con potere di veto. C’è stato anche un ampliamento dell’elenco delle risorse coinvolte nell’accordo (ora sono inclusi anche giacimenti di petrolio e gas appena individuati in tutta l’Ucraina). Sul fronte economico, gli Stati Uniti ritengono di aver già versato il loro contributo: sarebbero i cento miliardi di dollari forniti sotto forma di aiuti militari dal 2022, quindi non sarebbero previsti ulteriori investimenti. E gli Stati Uniti potranno anche incassare i loro soldi liberamente in qualsiasi momento, mentre l’Ucraina no.

Non solo, eventuali modifiche o rescissioni dell’accordo saranno possibili solo previa approvazione degli Stati Uniti. E non n’è nessun accenno alle garanzie di sicurezza richieste dall’Ucraina.

Come se non bastasse, l’Ucraina dovrebbe rinunciare a tutte le entrate dovute alle risorse del sottosuolo, pubbliche e private, su tutto il territorio – anche quello occupato, anche quello di aziende private. E l’accordo sarebbe valido a tempo indeterminato.

Non è un caso che, commentando la notizia, il capo corrispondente per la politica estera del Wall Street Journal Yaroslav Trofimov abbia detto che «non c’è modo che questa bozza possa essere ratificata dal parlamento ucraino, anche se Zelensky venisse costretto a firmarla».

Il deputato Zheleznyak – che è anche primo vicepresidente del Comitato per le finanze, le tasse e la politica doganale della Verkhovna Rada, il parlamento ucraino – ha voluto specificare più volte che quello di cui ha spiegato il contenuto non è il documento finale. «Spero che la parte ucraina esiga e ottenga cambiamenti significativi. Ma il testo che ho visto è semplicemente orribile: tutte le 18 sezioni. Questo non è più un memorandum d’intesa quadro (come lo era prima dello scandaloso incontro nello Studio Ovale)», ha spiegato.

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