Lo Stato tragico dell’UnioneIl racket della Casa Bianca, l’orgoglio europeo e l’abisso del Pd di Schlein

Il tradimento trumpiano dell’Ucraina e dell Occidente mette a rischio la stabilità globale, ma sveglia le istituzioni Ue e le capitali europee che contano. L’Italia è in difficoltà tra i tanti trumputiniani e gli utili idioti che guidano l’opposizione

LaPresse

Don Donald Trump, il padrino del mandamento di Washington D.C., a breve sarà anche un criminale di guerra, oltre a tutto il resto. I prossimi omicidi di civili in Ucraina, infatti, saranno imputabili non solo al suo dante causa del Cremlino, ma anche alla sua decisione di fermare la consegna dei sistemi balistici difensivi con cui Kyjiv protegge le vite delle famiglie ucraine dai missili, dai droni e dai Mig russi.

Ieri, prima di andare a certificare al Congresso lo Stato tragico dell’Unione americana, Trump si è occupato di far crollare i mercati finanziari globali in seguito alla dichiarazione di guerra commerciale nei confronti di Canada, Messico e Cina (poi toccherà all’Europa), quindi contro tre, quattro, alleati e un avversario.

Trump si è anche vantato di un accordo estorsivo concluso con Taiwan per la produzione in America dei famosi microchip, spiegando che così, «se dovesse succedere qualcosa a Taiwan», l’impatto per l’America sarebbe più sopportabile, invitando di fatto la Cina, in teoria l’avversario, a fare dell’isola libera e democratica del Mar cinese, che invece è un’alleata storica degli Stati Uniti, ciò che Vladimir Putin ha fatto in Crimea e nell’Ucraina orientale.

Su Russia e Ucraina, il ruolo di avversari e alleati è stato già ribaltato da tempo tra i picchiatelli del Maga, perlomeno da quando, nel 2019, durante il suo primo mandato da presidente, Trump ha telefonato con gli stessi metodi camorristici a Zelensky, appena eletto in Ucraina, per dirgli che avrebbe sbloccato il pacchetto di aiuti americani da 400 milioni di dollari, che qualche settimana prima aveva sospeso, soltanto se l’Ucraina avesse aperto un’indagine penale nei confronti di Hunter Biden, il figlio del candidato democratico che da lì a poco l’avrebbe defenestrato dalla Casa Bianca. Zelensky si è rifiutato, perché si trattava di una bufala creata ad arte al Cremlino a uso dei boccaloni trumpiani per distogliere l’attenzione dall’aiutino russo a Trump durante le elezioni del 2016 contro Hillary Clinton. Per questo tentativo di estorsione nei confronti di Zelensky, Trump ha subìto il primo penoso procedimento di impeachment, e per questo motivo Trump odia Zelensky.

Lo stile mafioso e commerciale della politica estera di Trump, una politica estera basata non più sulla sicurezza e sulla stabilità globale né tantomeno sulla chiarezza morale reaganiana, è tale per cui a Trump e ai suoi sgherri dell’Ucraina importa soltanto la possibilità di poter sfruttare le sue risorse minerali, spacciando questo «interesse americano» come garanzia e sicurezza per Kyjiv. Una garanzia e una sicurezza che Trump aveva promesso nel 2017 anche agli afghani, quando li costrinse a firmare un similare accordo sullo sfruttamento delle terre rare locali, salvo poi, tre anni dopo, siglare un trattato a Doha con i talebani, cui ha dato il via libera di riprendersi il paese e di riportare a Kabul il Medioevo.

Il giornalista di Repubblica Antonello Guerrera ha smascherato l’ennesima bordata di fake news trumpiane, di cui ormai è complicato tenere il conto, facendo notare agli inglesi che J.D. Vance, il picciotto della Casa Bianca, ha ridicolizzato in un’intervista a FoxNews le capacità, l’impegno e il sacrificio militare di Gran Bretagna e Francia, ovvero degli unici due alleati di Washington, assieme all’Ucraina, che diplomaticamente fanno finta di credere nella leadership trumpiana in modo da scongiurare il crollo immediato dell’Occidente, agendo come quegli artificieri addetti a contenere la demolizione controllata degli edifici per limitare i danni sulle case circostanti.

Elon Musk, il sempre su di giri Sonny Corleone di Trump, invece ha proposto l’esilio di Volodymyr Zelensky «in cambio di una pacifica transizione verso la democrazia». Nessuno di questi gangster della controrivoluzione americana dice mai una parola sulla mancanza di democrazia in Russia, sui missili russi, sull’imperialismo russo, sui gulag russi, sulle torture russe, sugli omicidi politici russi. A nessuno di loro viene mai in mente che la guerra all’Ucraina (non “in” Ucraina) finirebbe esattamente in un minuto se la Russia si ritirasse dai territori occupati illegalmente nel 2014 e nel 2022 e se ne tornasse a fare danni a casa sua.

Il cessate il fuoco sarebbe istantaneo se la Russia smettesse di colpire le città ucraine, perché il fuoco di questa guerra d’aggressione è solo quello russo, mentre gli ucraini sparano per neutralizzare quei missili e quei droni e per evitare che l’invasore torturi, stupri e uccida gli abitanti di altre zone del paese, come già successo in Crimea, a Bucha, a Irpin, a Mariupol.

Trump ha svuotato l’idea di America che conosciamo. La generazione di chi è cresciuto col mito della cavalleria, che prima o poi sarebbe arrivata a salvare le vittime delle ingiustizie, deve accettare che quell’America non solo non c’è più, ma anche che oggi corre spedita in difesa dei bulli, non degli aggrediti.

Di fronte a questo tradimento dell’Occidente e del popolo ucraino, ma anche di tutto ciò che con alti e bassi per oltre due secoli ha rappresentato l’America, l’Europa sta finalmente provando a reagire, sia con le istituzioni dell’Unione sia con le capitali più strutturate e affidabili come Londra, Parigi e Berlino, accompagnata dal Canada che certo non poteva immaginare che nel 2025 la distopia del “Racconto dell’ancella” di Margaret Atwood potesse diventare realtà.

Ieri Ursula von der Leyen ha presentato il progetto RearmEu da ottocento miliardi di euro tra investimenti, prestiti e mobilitazioni di risorse europee e nazionali, intanto per accelerare le forniture vitali per l’Ucraina ma con l’obiettivo urgente dell’esercito comune europeo.

Il governo italiano è favorevole, nonostante gli imbarazzi dei rapporti di Meloni con Trump e Musk, e di Salvini con Putin e tutti i nazisti a piede libero (Salvini è comunque oltre ogni imbarazzo: perfino Marine Le Pen ha preso le distanze dalla sospensione trumpiana degli aiuti militari all’Ucraina; perfino Nigel Farage si è indignato per le parole di Vance sui soldati britannici; Salvini no, fa a gara con Giuseppe Conte per il titolo di “utile idiota” di Putin). 

L’opposizione guidata da Elly Schlein invece è contraria alla proposta di von der Leyen per difendere l’Europa. Non riesco a commentare in altro modo se non con il «come si può cadere in basso da una distanza siderale?» cantato da Brunori sas a Sanremo. Schlein c’è riuscita a cadere così in basso, facendo precipitare il Pd nel girone turpe degli indecenti.

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