Nei palazzi pubblici le bandiere sono a mezz’asta. Gli eventi in agenda sono stati tutti cancellati. E oggi il consiglio dei ministri deciderà di proclamare da tre a cinque giorni di lutto nazionale, se non di più, a seconda di quando saranno celebrate le esequie di Papa Francesco.
La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha convocato per oggi un consiglio dei ministri straordinario che, oltre a decidere sui giorni di lutto nazionale, affiderà al capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, il coordinamento delle attività italiane per le esequie e in vista del conclave, sul modello di quanto avvenuto nel 2005 per Giovanni Paolo II.
Si va verso cinque giorni di lutto nazionale, secondo il Corriere. Ma nel governo c’è chi suggerisce tre in modo da non interferire con le celebrazioni del 25 aprile.
L’agenda della premier è destinata a cambiare radicalmente. Dovrebbe saltare il “premier time” previsto per il 23 aprile in Senato, voluto dalle opposizioni per chiedere conto alla leader della destra dei suoi colloqui con Trump e Vance. Decideranno alle 18 i capigruppo, ma quasi di sicuro verrà rinviato. L’opposizione fa sapere però che accetterà il rinvio solo se slitterà pure il Documento di finanza pubblica, con una riconvocazione certa entro fine mese. Dovrebbe essere rimandata anche la trasferta in Uzbekistan e Kazakhstan prevista nel weekend.
A Roma arriveranno per le esequie di Papa Francesco i capi di Stato mezzo mondo. Compreso Donald Trump, che ha fatto sapere che ci sarà. Per cui si discute, a questo punto, se accelerare pure la preparazione del summit Stati Uniti-Europa sui dazi commerciali. Ma sembra improbabile. Sia la Camera che il Senato, poi, commemoreranno Bergoglio in settimana.