In vettaScalare le montagne fa crescere l’autostima ed è tornato di moda

Dai numeri crescenti del mercato dell’outdoor all’aumento dei tesseramenti, l’arrampicata piace alla Gen Z. Scalare le montagne attrae più della giungla urbana, forse il segreto è che ad una certa quota aumenta la creatività, ma sopratutto scendono i livelli di stress

Courtesy of GORE-TEX

Un martedì pomeriggio, in una giornata soleggiata e ventosa Linkiesta Etc è salita con GORE-TEX a 3440 m di altitudine, sul Petit Flambeau, una vetta delle Alpi Graie, un massiccio nel cuore del del Monte Bianco, che alterna lunghi tratti innevati ad altri rocciosi. Dopo aver indossato scarponi, caschetto, ramponi e piccozza, abbiamo affrontato la salita guidati da Daniel Castillo, guida alpina, che dopo aver fornito le indicazioni di base per procedere in sicurezza, ci ha guidate fino alla cima. 

Secondo il report EOG State of Trade, uno dei principali programmi europei che riporta i dati di mercato per il settore outdoor, nel 2022 questo settore ha raggiunto il valore di 6,1 miliardi di euro, tra abbigliamento tecnico, calzature, e altra attrezzattura per l’outdoor. Rispetto al 2021 è stato registrato un incremento dell’11,5 per cento. Un trend positivo segnalato anche dal Maximize Market Research, il segmento dominato da player come Patagonia, Adidas e Columbia, che stima che tra il 2023 e il 2029 il mercato dell’outdoor potrà raggiungere i 20,7 miliardi di euro di fatturato.

L’interesse per le attività spendibili anche outdoor, negli ultimi anni, ha raggiunto grande popolarità per diverse ragioni. Già nel 2018 il Guardian definiva l’arrampicata un “fenomeno globale”, con un incremento degli iscritti del venti per cento annuo. In Italia la crescita del settore inizialmente nato come uno sport di nicchia, praticato da chi abitava in montagna   è stato esponenziale: dai quarantamila tesserati del 2019 si è arrivati agli ottantacinquemila del 2023. A novembre 2024 i tesseramenti alla Federazione Arrampicata Sportiva Italiana hanno raggiunto quota novantamila, e circa il quaranta per cento delle persone tesserate è donna. «Arrampicare, dopo il gattonamento, è il secondo schema motorio dell’accrescimento del bambino ha detto Davide Battistella, Presidente della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana , e può portare grandi risultati a livello di equilibrio, autostima, propriocezione e coordinazione motoria, che possono poi essere utilizzati anche su altri scenari sportivi». 

Oltre a portare a delle migliori performance sportive, lo sport outdoor ha un riscontro positivo anche sulla salute mentale e migliora la gestione dello stress. Secondo una ricerca condotta da Ipsos per Outdoor Sports Valley, un’associazione francese che riunisce alcune compagnie sportive, l’ottantasei per cento degli atleti intervistati trova benefici nel praticare attività all’aria aperta. «Le ricerche hanno dimostrato un aumento della creatività dopo essere stati immersi in ambienti naturali   ha sottolineato in un’intervista al Guardian Kathryn Williams, Professoressa di psicologia ambientale presso l’Università di Melbourne . Uno studio pubblicato su PubMed ha dimostrato che un trekking di quattro giorni (senza aver accesso a cellulari o altri tipi di tecnologie) ha incrementato la creatività dei partecipanti del cinquanta per cento».

Courtesy of GORE-TEX

Un beneficio per la creatività, ma anche per migliorare la gestione dello stress. L’esposizione alla natura, infatti, attiva il sistema nervoso parasimpatico, che stimola il rilassamento e una sensazione di calma, e permette di pensare in modo più chiaro e positivo. Un altro riscontro sui benefici del trascorrere tempo all’aria aperta è fornito dall’Attention Restoration Theory (Art), secondo la quale la stanchezza mentale e la concentrazione possono essere migliorate passando del tempo immersi in ambienti naturali, o guardando fotografie di paesaggi naturali. Gli psicologi la definiscono la capacità di mantenere la concentrazione su un compito specifico, ignorando distrazioni esterne o interne, tipiche degli ambienti urbani. L’Art propone che gli individui traggono beneficio dalla possibilità di “essere lontani” dagli stress quotidiani; sperimentare spazi e contesti espansivi; impegnarsi in attività che sono “compatibili” con le nostre motivazioni intrinseche e di sperimentare criticamente stimoli che sono “dolcemente affascinanti”.

Courtesy of GORE-TEX

«Le aree del cervello che sono responsabili di questo tipo di attenzione possono esaurirsi per il fatto di essere multitasking, e a causa ambienti moderni iperstimolanti», ha spiegato Williams al Guardian. Quando succede, non riusciamo a concentrarci, facciamo errori e rimaniamo bloccati nei problemi. «Ma c’è qualcosa della natura che coinvolge il cervello in un modo che non richiede sforzi eccessivi, dando a queste aree cerebrali l’opportunità di riposarsi e recuperare».

Un discorso diverso, però, va fatto per l’alpinismo. «Le montagne molto alte, quelle che arrivano agli ottomila metri sono diverse: le vivi come una vera avventura», ha detto Tom Lafaille, giovane sciatore, alpinista e membro dell’Independent Chamonix Mountain Guides durante la presentazione di “Breaking trails” una serie di GORE-TEX che racconta la storie di vite che si incontrano su percorsi all’aria aperta. «In questi racconti abbiamo cercato di rispondere a una domanda diversa, che non fosse il vecchio interrogativo “che senso ha”», ha detto il videomaker del progetto durante la presentazione. «L’alpinismo è un grande sforzo   ha commentato Lafaille . Dài tanto per fare questa cosa. È completamente diverso, l’appetito cresce. Più vai in montagna, più fai progressi, più fai progressi, più ti spingi al limite. A un certo punto senti qualcosa».

Un approccio diverso alla montagna e allo sport outdoor è anche quello su cui riflette e fa ricerca GORE-TEX che da sempre cerca di portare la sua innovazione a dialogare con tematiche che coinvolgano concretamente la salvaguardia del pianeta. Non ultimo uno studio sul nuovo indice di durabilità che pare essere un criterio più sostenibile per i capi tecnici ad alta prestazione. Non ultimo anche il lancio di un nuovo prodotto GORE-TEX PRO, che unisce la necessità di avere a disposizione prodotti durevoli ma in grado di supportare atleti e non professionisti in casi di scalata estrema o di una semplice escursione, mettendo al centro la protezione e il rispetto per la montagna e lessere umano.

Courtesy of GORE-TEX PRO

Le ricerche, infatti, mostrano che consumatrici e consumatori si interessano sempre di più allimpatto ambientale dei prodotti che acquistano, ma senza rinunciare alla performance, aspetto che durante le attività in alta montagna gioca un ruolo essenziale. La durabilità di un capo dabbigliamento, cioè la capacità di rimanere funzionante senza eccessive operazioni di manutenzione, è un elemento fondamentale a cui le aziende devono cominciare a guardare, come ha detto Marie Måwe, Director Sustainability Stakeholder Engagement presso W.L. Gore & Associates. E in fondo è nella durata che permane anche il ricordo. Ogni riparazione è un segno sulla mappa emotiva e della memoria del nostro rapporto con le vette. Ogni volta che indossiamo una giacca o un capo ci ricordiamo delle esperienze precedenti. Durabilità è anche questo.

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