Amministrazione fossileLa Casa Bianca annuncia il piano per aumentare le trivellazioni

Il dipartimento degli Interni degli Stati Uniti ha fatto sapere che le valutazioni di impatto ambientale dei progetti estrattivi dureranno due o quattro settimane, anziché uno o due anni

Doug Burgum, segretario degli Interni della Casa Bianca (AP Photo/LaPresse, ph. Ben Curtis)

Nella serata di mercoledì 23 aprile, il dipartimento degli Interni della Casa Bianca ha annunciato il piano per accelerare i processi di approvazione dei progetti dedicati all’estrazione di combustibili fossili (petrolio, gas, carbone) su terreni pubblici. Secondo l’amministrazione di Donald Trump, la dichiarazione sull’emergenza energetica nazionale – firmata durante il primo giorno del nuovo mandato del leader repubblicano – permette di aggirare alcune fasi delle valutazioni di impatto ambientale.

Le verifiche sui potenziali danni dei progetti fossili sull’ecosistema, scrive il New York Times, durano generalmente un anno intero, a volte anche due, mentre con il provvedimento di Donald Trump verrebbero completate in due settimane (ventotto giorni per i casi più complessi). 

«Gli Stati Uniti non possono permettersi di aspettare», ha dichiarato Doug Burgum, segretario degli Interni degli Stati Uniti, in una nota. A beneficiare di questi iter autorizzativi più snelli saranno gli impianti deputati all’aumento della produzione di greggio, gas naturale, minerali critici, uranio, carbone, biocarburanti, energia geotermica, energia idroelettrica e prodotti petroliferi raffinati.

Secondo Burgum, la Casa Bianca «sta eliminando inutili ritardi nell’ottica di accelerare lo sviluppo dell’energia americana e dei minerali essenziali per la difesa e l’economia», con l’obiettivo di aumentare la competitività degli Stati Uniti nello scacchiere energetico globale. La Cina, ricordiamo, ha il monopolio delle materie prime alla base della transizione ecologica ed energetica, e gli Usa non vogliono più inseguire Pechino. 

L’annuncio del dipartimento degli Interni è in linea con l’anti-ambientalismo del presidente Donald Trump, che vuole aumentare la produzione e la combustione delle fonti energetiche fossili, principali responsabili del cambiamento climatico. Di recente, il leader repubblicano ha minacciato di smantellare diverse agenzie federali che si occupano di clima e ambiente, compresa la National oceanic and atmospheric administration (Noaa).

Per velocizzare le autorizzazioni dei progetti sui combustibili fossili, il dipartimento degli Interni vuole assorbire i poteri straordinari previsti dal National environmental policy act, dall’Endangered species act e dal National historic preservation act. Tuttavia, questo accentramento non è giustificato nemmeno da una vera e urgente emergenza energetica, poiché – come sottolinea il New York Times – gli Stati Uniti producono più energia di quanta ne consumino.

Finora, Donald Trump si è attivato solamente per approvare nuove estrazioni di gas e petrolio, revocando le autorizzazioni a numerosi progetti sulle energie rinnovabili. Settimana scorsa, ad esempio, il presidente statunitense ha ordinato la sospensione di un importante parco eolico offshore (in mare) a New York che avrebbe fornito energia pulita a oltre cinquecentomila abitazioni.

X