Questo è un articolo del nuovo numero di Linkiesta Etc dedicato al tema della Fede. Disponibile nelle edicole di Milano e Roma, negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia, e ordinabile qui(senza spese di spedizione)

Il progetto fotografico di Cinzia Romanin, Transcendence, ritrae una giovane generazione persa tra un profondo senso di ansia ecologica e il desiderio di iniziare un vero cambiamento. Trattando tematiche relative a nuovi modi di vivere, il low-tech, le comunità emergenti, l’eco-femminismo, la conservazione della biodiversità, questo progetto intende oltrepassare l’estetica drammatica dei disastri ambientali per proporre delle alternative.
Leggendo autori quali Timothy Morton, T.J. Demos, Donna Haraway e Yona Friedman, Cinzia inizia a interessarsi al concetto di resilienza, rendendosi conto di quanto sia stretto il legame tra patriarcato, capitalismo, razzismo e dominio storico di un genere. Questo lo stimolo a voler trascendere e superare confini e pregiudizi per uscire dalla situazione di crisi in cui ci troviamo. Come? La fotografa usa il banco ottico per ridurre il numero di scatti e per entrare in relazione con le persone. Il banco ottico le permette di elaborare esperimenti visivi come effetti di luce, mix di colore e bianco nero per attirare l’attenzione dell’osservatore e per spingerlo alla riflessione. «Questo lavoro ha svolto una funzione terapeutica e sociale su di me, perché durante la realizzazione ho incontrato persone fantastiche, stili di vita e comunità alternative che mi hanno dato una nuova speranza. Spero che questo stesso impatto si rifletta sul pubblico».

Centrale l’influenza di fotografi che uniscono temi socio-ambientali, politici e architettonici alla ricerca visiva come per esempio Dorothea Lange, Thomas Ruff, Geert Goiris, Gábor Arion Kudász, Richard Mosse, Daisuke Yokota e Aglaia Konrad. La scienza ci fa capire quanto le nostre scelte quotidiane definiscono il nostro mondo. Quale strada scegliere dunque? Riusciremo a trascendere la nostra posizione antropocentrica per raggiungere una forma di coesistenza?

Per oltre un secolo la fotografia ha cercato di rappresentare immagini sempre più nitide facendo sforzi inimmaginabili per avere tecnologie che permettessero questi risultati. Qui, invece, il vero senso della rappresentazione scaturisce dalla nostra sensibilità. Le fotografie di Cinzia sembrano fermare il tempo, dilatare lo spazio. Un raro esempio di rappresentazione sensibile della trascendenza. Nella sua opera è l’immagine a rappresentare ciò che esiste davvero. Come diceva Roland Barthes: “la fotografia è un reale che non si può più toccare”.