Alle 9.15 di oggi i 133 cardinali elettori torneranno nella Cappella Sistina per il secondo giorno di votazioni del Conclave che dovrà eleggere il 267° Papa della Chiesa cattolica. Sono in programma quattro votazioni complessive: due al mattino, due nel pomeriggio. Le fumate attese sono due, una alla fine di ciascuna sessione, salvo elezione anticipata. La prima possibilità per vedere il fumo bianco sarà intorno alle 10.30.
La macchina del Conclave riprende con la precisione di un rito immutabile e, al tempo stesso, carico di incertezze. Dopo la fumata nera di ieri sera, che ha sancito l’assenza di una maggioranza qualificata per eleggere il nuovo pontefice, oggi si entra nel vivo. È la giornata in cui, statisticamente, aumenta la possibilità di convergenza: nei conclavi moderni, l’elezione avviene spesso entro il secondo o terzo giorno di scrutini. Ma ogni Conclave fa storia a sé.
I cardinali si ritrovano intorno alle 7.45 nel Palazzo Apostolico per la Messa e le Lodi nella Cappella Paolina. Alle 9.15 il trasferimento in Sistina per la recita dell’Ora media e l’apertura delle urne: qui si svolgeranno le prime due votazioni. Se nessuno dovesse ottenere i due terzi dei voti (almeno 89), la fumata nera salirà verso le 12, più probabilmente tra le 11.45 e le 12.15. In caso contrario, la fumata bianca — segno dell’elezione del nuovo Papa — potrebbe arrivare già attorno alle 10.30, dopo il primo scrutinio.
Dopo il pranzo a Casa Santa Marta previsto per le 12.30, i cardinali faranno ritorno in Sistina nel pomeriggio. Alle 15.45 il trasferimento, alle 16.30 il secondo ciclo di votazioni. Anche in questo caso, la fumata è attesa attorno alle 19.30, salvo svolgimenti più rapidi. Nella giornata di ieri, la fumata è arrivata con due ore di ritardo sull’orario previsto: una lentezza attribuibile, secondo fonti informali, a discussioni procedurali o all’eventuale annullamento di una votazione.
Se anche oggi non si raggiungerà il quorum richiesto, le votazioni continueranno nei prossimi giorni con lo stesso ritmo: quattro scrutini al giorno, due al mattino e due nel pomeriggio, fino a che non emergerà un nome capace di unire. Per ora, nessun blocco ha ancora raggiunto una soglia vicina all’elezione, ma nella storia recente il consenso si è spesso formato in poche ore, dopo giorni di apparente stallo.
Il Conclave è iniziato ufficialmente ieri con l’extra omnes, la formula latina che accompagna la chiusura delle porte della Sistina. I cardinali votanti sono 133, provenienti da 71 Paesi, dopo la rinuncia per motivi di salute di due porporati. L’età media è di 73 anni, il continente più rappresentato è l’Europa, seguito da America Latina e Africa. I candidati considerati “papabili” sono numerosi, ma il clima resta riservato, come previsto dal giuramento di segretezza imposto agli elettori.
Ieri in piazza San Pietro, oltre quarantacinquemila fedeli hanno seguito la prima fumata nera e sono attesi anche oggi, molti arrivati nella notte con pellegrinaggi da diverse diocesi italiane ed europee. La situazione è monitorata da un dispositivo di sicurezza rafforzato e da una regia mediatica che prevede maxi schermi, dirette continue e un flusso costante di aggiornamenti dai principali network internazionali.