In tribunaleLa battaglia legale negli Stati Uniti sui dazi di Trump

Una corte federale d’appello degli Stati Uniti ha temporaneamente sospeso la sentenza della Corte del commercio internazionale che aveva bloccato le tariffe imposte dalla Casa Bianca. Il presidente si dice disposto ad arrivare fino alla Corte Suprema

Associated Press / LaPresse

La «più stupida guerra commerciale della storia» (così il Wall Street Journal ha definito i dazi di Trump) è finita al centro delle controversie nei tribunali americani. Una corte federale d’appello degli Stati Uniti ha temporaneamente sospeso la sentenza della Corte del commercio internazionale che mercoledì 28 maggio aveva bloccato i dazi imposti dal presidente Donald Trump, giudicandoli illegittimi.

L’appello formulato dal dipartimento di Giustizia sosteneva che il blocco danneggiasse la diplomazia del governo e interferisse con l’autorità del presidente in materia di affari esteri. La decisione del tribunale d’appello per ora sospende l’efficacia del giudizio precedente, ma non è comunque definitiva. Per il momento i dazi introdotti per tassare e penalizzare le merci importate negli Stati Uniti resteranno in vigore, mentre i giudici esamineranno le richieste delle parti.

Trump può, per ora, mantenere molti dei dazi imposti a Cina, Canada e Messico e continuare a minacciare le aliquote «reciproche», che ha annunciato per la maggior parte dei Paesi e poi sospeso all’inizio di aprile durante il «Liberation Day». Molti Paesi intanto sono impegnati nei negoziati con l’amministrazione americana, che chiede di ridurre tasse e restrizioni sui beni di produzione statunitense in cambio di una riduzione dei dazi.

Una parte dei dazi introdotti da Trump era stata imposta ricorrendo all’International Emergency Economic Powers Act, una legge del 1977 che regola sanzioni ed embarghi in situazioni di emergenza. Secondo i giudici della Corte per il commercio internazionale, tuttavia, il ricorso a questa legge era illegittimo, e il dipartimento di Giustizia aveva fatto ricorso al tribunale federale d’appello, che giovedì ha accolto in parte le richieste dell’amministrazione.

Il tribunale d’appello ha stabilito che il gruppo di imprese e i procuratori generali che avevano contestato i dazi debbano presentare ora le proprie prove entro il prossimo 5 giugno. L’amministrazione Trump dovrà fornire le sue entro il 9 giugno. L’amministrazione americana ha annunciato l’intenzione di portare la questione fino alla Corte Suprema, dove la maggior parte dei giudici è di orientamento conservatore, e quindi favorevole a Trump.

La magistratura americana sta emergendo come il principale strumento di controllo del potere di Trump. Durante i primi 130 giorni del suo secondo mandato, i tribunali si sono pronunciati contro almeno 180 delle sue azioni.

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