In attesa di TrumpIl piano di Israele per occupare tutta la Striscia di Gaza

Approvato dal gabinetto di sicurezza per espandere l’offensiva militare contro Hamas, non inizierà prima della visita del presidente americano prevista tra il 13 e il 16 maggio

(AP Photo/Abdel Kareem Hana)

Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato all’unanimità un piano per espandere l’offensiva militare contro Hamas, che prevede la conquista e l’occupazione dell’intera Striscia di Gaza per un periodo di tempo non specificato. Non si sa ancora se e quando verrà attuato, ma il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto in un video sui social che sarà «intenso».

Secondo funzionari israeliani, la conquista verrà portata avanti in maniera graduale nell’arco di diversi mesi. Ma non inizierà prima della visita in Israele del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, prevista tra il 13 e il 16 maggio prossimi.

A differenza dei precedenti, questo piano prevede un’occupazione militare della Striscia permanente e protratta nel tempo e non solo incursioni via terra. E includerebbe anche lo spostamento dell’intera popolazione che vive nella Striscia di Gaza – circa 2,1 milioni di palestinesi – verso sud, aggravando quindi la già tragica situazione umanitaria.

Il gabinetto di sicurezza ha approvato, ma non all’unanimità, anche la ripresa degli aiuti umanitari tramite aziende private, dopo due mesi di blocco, e il divieto di distribuzione di aiuti da parte di Hamas. Il progetto prevede infatti anche il controllo totale del cibo, dell’acqua, delle medicine e delle cure. L’idea sarebbe quella di far entrare nella Striscia sessanta camion di aiuti al giorno e di concentrare la distribuzione soltanto all’interno dei campi. La scorta ai mezzi e la prima distribuzione degli aiuti sarebbero nelle mani di contractor americani. La distribuzione finale degli aiuti spetterebbe poi al personale di Nazioni Unite e organizzazioni internazionali. Ma gli aiuti sarebbero riservati ai palestinesi che accettano di farsi registrare con un sistema di riconoscimento elettronico e l’ammontare di cibo che ciascun individuo potrebbe ricevere su base settimanale verrebbe stabilito direttamente dall’esercito israeliano.

Nazioni Unite, Comitato internazionale della Croce rossa e diverse organizzazioni non governative hanno giudicato il piano irricevibile. «Il documento che ci è stato presentato significherà che ampie zone di Gaza, e al loro interno le persone con meno mobilità e più vulnerabili, continueranno a rimanere senza rifornimenti. Contravviene ai principi umanitari fondamentali ed è concepito per rafforzare il controllo sui beni di prima necessità come mezzo di pressione, nell’ambito di una strategia militare. Costringe i civili a recarsi in zone militarizzate per prendere cibo, mette a repentaglio vite umane, comprese quelle degli operatori umanitari, e rafforza ulteriormente gli spostamenti forzati di popolazione», è scritto in una nota dell’agenzia Onu per le emergenze umanitarie (Ocha).

L’approvazione del piano è avvenuta in previsione della visita del presidente statunitense Donald Trump in Medio Oriente della prossima settimana. A febbraio, Trump, dopo aver incontrato alla Casa Bianca Netanyahu, aveva proposto un proprio piano che prevedeva che fossero invece gli Stati Uniti a prendere il controllo di Gaza.

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