Si vis pacem La spesa europea in difesa non basta se misurata in termini di potere d’acquisto

I bilanci militari della Russia, rivalutati secondo indicatori realistici, dimostrano che il suo arsenale costa meno ma vale di più. L’Unione europea, priva di un esercito comune, si scopre vulnerabile in uno scenario globale che evolve rapidamente

Unsplash

Il piano europeo di riarmo, poi ridenominato in altro modo, ha riscontrato l’opposizione di molti. Tra questi naturalmente i putiniani del Vecchio Continente, così come i pacifisti classici, quelli secondo cui se io non mi armo l’autocrate ai confini viene contagiato da tanta bontà e rinuncia alla propria aggressività, ma non solo. Anche alcuni di coloro che non possono essere accusati di putinismo o di pacifismo ideologico hanno espresso perplessità, perché, numeri alla mano, in fondo i Paesi dell’Unione Europea e del Regno Unito, insieme, spendono per la difesa già il triplo della Russia. Non c’è bisogno, è il messaggio, di armarci di più, ma al massimo di coordinarci meglio, fino ad arrivare al sogno utopico di un esercito europeo. Secondo le statistiche del 2024, gli Stati Uniti dominano la classifica con una spesa di quasi mille miliardi di dollari, più del triplo della Cina, 313,7 miliardi, e sei volte la Russia, centoquarantanove miliardi. Il dato russo è facilmente superato dalla somma tedesca e inglese, 88,5 e 81,8 miliardi, anche senza contare l’impegno francese, italiano e spagnolo.

Dati Sipri, 2024

I Paesi Ue spendono insieme 367,6 miliardi, più della Cina, e l’Unione Europea sarebbe seconda al mondo dietro agli alleati, o presunti tali, americani. Oltre al dato del Regno Unito, poi, si potrebbe sommare quello dei canadesi, che spendono poco meno di trenta miliardi, degli australiani, 33,8 miliardi, dei sudcoreani e dei giapponesi, rispettivamente 47,6 e 55,3 miliardi di dollari.

Dati Sipri, 2024

Tuttavia le cose non stanno come sembrano, queste sono cifre espresse in dollari correnti, dopo avere effettuato la conversione dalle varie monete secondo il cambio ufficiale. Sarebbero validi se tutte le spese dei vari eserciti venissero fatte negli Stati Uniti, prendendo, appunto, i propri budget, cambiandoli in dollari e acquistando armamenti presso imprese americane. La realtà è diversa, esattamente come accade in altri ambiti anche in quello della difesa la stessa somma può comprare quantità di macchinari, prodotti e anche ore di lavoro molto differenti da un Paese all’altro. Per questo viene spesso usato il criterio della parità di potere d’acquisto, PPP, per cui una cifra, per esempio in dollari, viene convertita in quella che può acquistare la stessa quantità di beni, usando quindi un tasso di cambio differente da quello ufficiale di mercato. Se gli Usa pagano mille dollari per una munizione di artiglieria, con l’equivalente in rubli, cioè novantadue mila ottocento, secondo il cambio del 2024, in Russia si produrrà la stessa munizione? No, appunto, se con questa cifra se ne producono tre evidentemente il vero cambio, quando si parla di armi, è ben differente, in questo caso un dollaro vale 33,6 e non 92,8 rubli.

Studiosi e analisti, in particolare Peter Robertson, dell’università della Western Australia, hanno calcolato i cambi PPP per ogni Paese, facendo per ognuno di essi delle stime sui diversi costi di personale, macchinari, operations. Il risultato è un dato sulle spese militari molto più realistico. In sostanza per esempio la Cina con i suoi 313,7 miliardi di spesa ufficiale in dollari correnti in realtà produce armamenti per cinquecentocinquantacinque miliardi di dollari con il criterio PPP. Nel caso della Russia si passa addirittura da centoquarantanove a 411,5 miliardi, il 176,3 per cento in più, in quello dell’India da 86,1 a 283,1, un incremento del 228,7 per cento.

 

Dati Militaryppp, 2024

Per i Paesi europei l’aumento è più ridotto. Per Germania e Regno Unito, che hanno un costo del lavoro e dei materiali non troppo dissimile da quello Usa, di meno del dieci per cento, mentre quello che interessa il Sud del mondo, come appunto India o Indonesia, Filippine, Brasile e anche Russia o Cina è decisamente più ampio. Significa che questi ultimi Paesi spendono molto più di quanto credevamo.

 

Dati Militaryppp, 2024

Riprendendo i dati con gli Stati Ue aggregati, l’Unione Europea passa dal secondo al terzo posto, dietro la Cina, e la differenza con la Russia si riduce da 218,6 a 91,3 miliardi.

Dati Militaryppp, 2024

I nuovi e più realistici dati sulle spese militari sono ancora più eloquenti se messi in proporzione a quelli Usa. La spesa cinese non è il 31 per cento di quella americana, bensì il 41,3 per cento di essa, quella russa non è il 14,9, ma il 41,3 per cento. Insieme cinesi e russi arrivano al 96,9 per cento, ovvero spendono di fatto come gli Stati Uniti e quasi il doppio della Ue, la cui spesa non va oltre il 50,4 per cento di quella americana.  Tra parentesi, è evidente anche l’importanza in ambito militare dell’Ucraina, che ormai, usando il criterio PPP, spende da sola più di Germania e Regno Unito insieme, ma nel medio e lungo periodo?

 

Dati Militaryppp, 2024

Perché dobbiamo anche considerare l’evoluzione nel tempo di tale spesa, sempre in termini PPP quella russa dal 2021 ha visto un incremento del 92,7 per cento, con un balzo del 28,1 per cento nel 2024 e ha accorciato le distanze con l’Ue, che pure ha accresciuto il proprio esborso reale in difesa più di Regno Unito e Usa.

Dati Militaryppp, 2024

 

Di conseguenza è sempre più lontano dal vero che l’Europa spende già molto in armi. Se dopo l’avvento di Trump dobbiamo togliere dall’equazione gli Stati Uniti, l’impegno militare del Vecchio Continente, tra l’altro diviso e scoordinate, è sostanzialmente analogo a quello della Russia e dei suoi alleati, anche se nessuno dà a questi ultimi dei guerrafondai.

X