Il capolavoro di MuskTesla finisce nel mirino degli oppositori e dei sostenitori di Trump

Dopo la lite con il presidente americano, il titolo è crollato del 14 per cento a Wall Street. Dall’inizio dell’anno ha registrato un meno 25 per cento

(AP Photo/Evan Vucci)

Prima è stato boicottato dagli oppositori di Donald Trump in mezzo mondo, che hanno smesso di comprare le auto della Tesla o attaccato alle auto gli adesivi anti-Musk. Ora, dopo la lite con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è entrato anche nel mirino dei sostenitori del presidente americano.

In mezzo, c’è un anno pessimo per Tesla e le sue auto elettriche. Nella seduta di Wall Street di ieri il titolo ha chiuso a -14 per cento, perdendo oltre 150 miliardi di dollari di valore di mercato. I primi movimenti al ribasso si sono visti a metà giornata quando Trump e Musk hanno cominciato a battibeccare, finché è arrivato il crollo fino a -16 per cento.

«Il modo più semplice per risparmiare denaro nel nostro budget, miliardi e miliardi di dollari, è terminare i sussidi e i contratti governativi di Elon», ha scritto sulla sua piattaforma Truth Donald Trump. Che solo qualche mese fa entrava in una Tesla rossa fiammante nel giardino della Casa Bianca, lodando la vettura.

Il patron di Tesla si è scagliato contro il disegno di legge fiscale e di spesa dell’amministrazione repubblicana, accusandolo di aumentare eccessivamente il debito pubblico. Trump si è detto «molto deluso» da Musk, che ha risposto su X accusandolo di ingratitudine e affermando di aver contribuito in modo decisivo alla sua vittoria elettorale. Musk poi ha chiesto l’impeachment di Trump, affermando che il presidente fosse presente nei file di Jeffrey Epstein e minacciando di ritirare la navicella Dragon, collegamento fondamentale con la stazione spaziale per la Nasa.

In un anno il prezzo delle azioni di Tesla è sceso del 25 per cento. Gli investitori del titolo delle auto elettriche sono stati sulle montagne russe negli ultimi mesi, scrive il Financial Times. Tesla è cresciuta alla fine dello scorso anno, dopo la vittoria di Trump, ma ha cominciato a crollare tra metà dicembre e i primi di marzo con un aumento delle vendite quando Trump ha dato l’avvio alla guerra dei dazi.

In Europa intanto sono crollate anche le vendite delle Tesla, dopo le posizioni anti europee e gli endorsement ai partiti di estrema destra. Nel mese di maggio si è registrato un -67 per cento in Francia, secondo mercato europeo per Tesla. Vendite più che dimezzate anche in Svezia (-53,7 per cento).

Gli analisti di JPMorgan hanno scritto in una nota ai clienti che «fanno fatica a pensare a qualcosa di analogo nella storia dell’industria automobilistica, in cui un marchio abbia perso così tanto valore così rapidamente».

Anche i tagli apportati da Musk alla spesa del governo federale in qualità di capo del cosiddetto Doge hanno scatenato una reazione negativa. Il capo di Tesla si è dimesso dal suo incarico governativo a fine maggio, parlando del «contraccolpo» per le sue aziende.

Alcuni investitori hanno dichiarato che il mercato avrebbe dovuto prevedere la lite tra Musk e Trump, nonostante la loro precedente luna di miele. Jim Chanos ha scritto su X che si è trattato della «rottura più prevedibile di sempre».

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