In un articolo di qualche tempo fa vi raccontavamo che non occorre attendere l’anno prossimo per scoprire i tesori (anche culinari, che sono quelli per noi più preziosi) del capoluogo della regione Abruzzo. L’Aquila infatti è stata meritatamente proclamata Capitale italiana della Cultura 2026, ma già tra pochi giorni si potrà avere una testimonianza della capacità della città di essere centrale – non solo dal punto di vista geografico – nel movimento culturale e di approfondimento storico del nostro Paese.
Il Festival delle città del Medioevo è un evento promosso e sostenuto dal Comune e dall’Università degli Studi dell’Aquila. I docenti Amedeo Feniello, professore di storia medievale, e Alfonso Forgione, professore di archeologia cristiana, tardoantica e medievale, del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila ne sono i curatori.
Grazie al successo e alla risonanza delle edizioni precedenti, il Festival, nato nel 2023, è stato confermato con grande soddisfazione anche per quest’anno, come dichiara il Rettore dell’Università dell’Aquila attualmente in carica, Edoardo Alesse. «Con questa terza edizione il Festival delle città del Medioevo entra a pieno titolo nella mappa degli appuntamenti culturali estivi più importanti a livello nazionale. Grazie alla collaborazione con il Comune dell’Aquila, che ha condiviso con noi, come nelle passate edizioni, lo sforzo organizzativo, siamo riusciti ad approntare, anche quest’anno, un programma di altissimo livello, con ospiti e relatori di assoluto prestigio e eventi che coinvolgeranno tutta la città. Questo legame con il territorio è fondamentale, perché è la declinazione di quella che, in ambito universitario, chiamiamo Terza Missione, ovvero la diffusione della cultura e della conoscenza al di fuori dei confini accademici. Mi congratulo con i nostri professori, Alfonso Forgione e Amedeo Feniello, per la curatela scientifica e per il consueto entusiasmo con cui si sono prodigati per la buona riuscita dell’iniziativa».
I visitatori avranno a disposizione un programma ricco di momenti divulgativi, confronti, lezioni, ma anche rappresentazioni, rievocazioni storiche ed esperienze immersive, il tutto alla presenza di storici, archeologi, architetti, scienziati, storici dell’arte, giornalisti tra i più preparati sul tema scelto per questa edizione: “Le città medievali e il cibo”. Lo studio delle modalità di nutrimento è infatti un punto di vista che permette di comprendere tante delle dinamiche più o meno nascoste nella storia delle città antiche, organismi in continua trasformazione che hanno costruito nel tempo un rapporto sempre più complesso con le risorse alimentari, il cui approvvigionamento e le modalità di sfruttamento e di distribuzione nella popolazione hanno guidato e segnato l’evoluzione della società.

Il programma degli incontri è disponibile alla pagina dedicata. Da segnalare venerdì 27 giugno alle 21.15 “Il cibo come storia e come risorsa”, talk che vedrà in dialogo l’imprenditore Oscar Farinetti e il medievalista Duccio Balestracci, professore emerito dell’Università di Siena, moderati dal giornalista Mario Prignano.
Sabato 28 giugno alle 10 il professore Alfonso Forgione, in una lezione dal titolo “La tavola degli aquilani prima e dopo la città”, descriverà le abitudini alimentari del contado aquilano attraverso i reperti archeologici rinvenuti nel territorio; seguiranno gli interventi dell’archeologo e professore dell’Università di Siena Marco Valenti e quindi dell’antropologa fisica Valeria Amoretti, dell’archeobotanica Chiara Comegna e della archeozoologa Chiara Corbino, professioniste del Parco archeologico di Pompei che nel loro lavoro si dedicano all’analisi scientifica dei materiali organici rinvenuti durante le campagne di scavo, passaggio fondamentale per ricostruire gli aspetti della vita quotidiana e del regime alimentare delle popolazioni del passato.
Nel pomeriggio la professoressa all’Università di Salerno Amalia Galdi approfondirà il tema “Il cibo e il monastero”, mentre Beatrice Del Bo, professoressa all’Università degli Studi di Milano esperta nell’utilizzo dei veleni durante il periodo medievale, terrà una lezione dal titolo “Cibi proibiti”. Francesco Marzella, studioso di letteratura latina medievale, racconterà com’erano le tavole imbandite alla corte del leggendario Re Artù; seguirà l’intervento dello storico Duccio Balestracci sempre in tema di popolo e cibo nel Medioevo.
A concludere il pomeriggio una lezione speciale, “Alla tavola di Margherita”, durante la quale Silvia Mantini e Luca Pezzuto, entrambi professori all’Università dell’Aquila, porteranno il pubblico in un affascinante viaggio alla tavola di Margherita d’Austria, che qui governò fra il 1572 e il 1586.
Alle 20:30 invece spazio al giornalista e storico Paolo Mieli in dialogo con Amedeo Feniello.
La mattina di domenica 29 giugno sarà dedicata al tema portante dell’edizione, “Le risorse e la città”, con interventi che presenteranno i casi di cinque realtà urbane tra le più rilevanti per il tempo, e non solo: Amedeo Feniello parlerà dello sviluppo di Napoli; Mathieu Arnoux, professore di storia medievale all’Université de Paris VII, di Parigi; Luciano Pezzolo, professore all’Università Ca’ Foscari, si occuperà di Venezia; Franco Franceschi, professore all’Università di Siena, parlerà di Firenze, e infine Gabriella Piccinni, professoressa all’Università di Siena, illustrerà il caso di Siena. Questi ultimi due studiosi presenteranno poi nel pomeriggio, assieme a Amedeo Feniello, il volume “Medioevo che crea” (edizioni Laterza, 2025).
La chiusura del Festival è affidata al ricercatore del Cnr e divulgatore scientifico Mario Tozzi, che dialogherà con Alfonso Forgione in un incontro dal titolo “Sapiens, fine corsa”.

Tutti gli incontri si svolgeranno all’Auditorium del Parco all’Aquila e sono a ingresso libero, ma molti altri appuntamenti sono previsti in altri spazi della città. Il Parco del Castello ospiterà ad esempio il “Villaggio dei Rievocatori”, una cittadella medievale con gli accampamenti sia dei rievocatori aquilani che di quattro diversi gruppi speciali di associazioni di ricostruzione storica, ognuno dei quali con una sua specifica caratterizzazione, dai bizantini agli schieramenti quattrocenteschi. Nel Parco sarà allestito anche uno spazio dedicato alla Fiera del Libro medievale, con tutte le novità delle maggiori case editrici e i grandi classici sul tema, mentre un torneo di scacchi vedrà il suo culmine nel duello finale con pedine viventi domenica alle 17:30.
Tra le esperienze da non perdere, il tour virtuale del castello di Ocre, un percorso 3D che attraverso appositi visori permetterà ai visitatori di vivere un viaggio nel tempo, passeggiando all’interno di uno dei più importanti castelli medievali del territorio aquilano, mentre grazie all’apertura straordinaria, fino alle 23, della sala espositiva del Museo Nazionale d’Abruzzo ospitata nel Bastione Est del castello sarà possibile osservare dal vivo uno scheletro di Mammuthus meridionalis scoperto settanta anni fa in località Madonna della Strada di Scoppito.
«Il Festival delle Città del Medioevo è una manifestazione di grande valore culturale per la nostra città, capace di unire rigore scientifico, divulgazione di qualità e partecipazione pubblica. Manifestazioni come questa rafforzano il ruolo dell’Aquila come centro propulsore di conoscenza, nel solco della nostra storia e con uno sguardo aperto al futuro. Come Amministrazione comunale, abbiamo creduto fin dall’inizio nel potenziale di questa iniziativa, sostenendola in modo concreto, sia in termini di risorse che di visione strategica, in una sinergia virtuosa con l’Università e con il tessuto culturale cittadino. Il tema scelto quest’anno – il rapporto tra le città medievali e il cibo – rappresenta una chiave di lettura quanto mai attuale e stimolante, perché ci invita a riflettere su risorse, sostenibilità, territorio e storia in modo profondo e multidisciplinare, grazie al contributo di studiosi di livello nazionale e internazionale. È anche attraverso percorsi come questo che L’Aquila si prepara con consapevolezza e visione al grande appuntamento del 2026, quando sarà Capitale Italiana della Cultura», conclude il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.