In alto mareIl governo Meloni galleggia mentre l’Italia affonda

La presidente del Consiglio celebra i risultati diplomatici, ma il Paese è fermo. Crescono solo la pressione fiscale e l’inflazione

Unsplash

Difficile trovare qualche successo, anche piccolo, nell’azione del governo in politica interna. Deve stare attenta, Giorgia Meloni, a non farsi prendere la mano dall’euforia che mostra ogni volta che va a qualche vertice internazionale, perché alla fine gli elettori non è su quelle performance che votano, ma su come va il Paese. E il Paese non va tanto bene.

Attacca Matteo Renzi: «La pressione fiscale del primo trimestre 2025 è aumentata rispetto al primo trimestre 2024: più zero virgola cinque per cento. Grazie al governo Meloni, l’inflazione è aumentata: più uno virgola sette per cento, soprattutto per l’aumento del prezzo dei beni alimentari (più tre virgola cinque per cento). Grazie al governo Meloni, il carrello della spesa sale al tre virgola uno contro il due virgola sette di maggio. Grazie di cuore al governo Meloni, insomma: le famiglie italiane stanno sempre peggio».

Al di là dei toni propagandistici, i numeri sono numeri. È soprattutto l’andamento dei prezzi, stra-gonfiati nell’imminenza delle ferie estive, a preoccupare gli italiani, che hanno comprensibilmente l’impressione che il governo pensi a tutt’altro. Da ultimo, a fare la guerra alla Cassazione (al Massimario), rea di bombardare il decreto sicurezza e l’apertura del centro per gli immigrati in Albania.

L’opposizione attacca su tutti i fronti, soprattutto Elly Schlein e il già citato Renzi (Giuseppe Conte ce l’ha con gli armamenti), ma c’è da chiedersi, per esempio, dove stia la Cgil dopo la batosta del referendum, dato che il governo è assente proprio sul versante delle politiche sociali, con il Paese che non riparte e la gente preoccupata. Un Pride su queste cose dovrebbe farlo Maurizio Landini, che invece è sparito.

Giancarlo Giorgetti è elogiato perché tiene i conti in ordine: il che non è poi difficilissimo se non metti in campo iniziative, investimenti, riforme. Nulla di tutto questo. Galleggiamento assoluto. E non è che vada meglio su altri terreni, a partire dalle riforme istituzionali (con l’eccezione della separazione delle carriere). La sensazione è che Meloni non abbia idee su come risvegliare il Paese da una recessione di fatto, e che ormai tenda ad adagiarsi nella canicola, aspettando tempi migliori.

E mentre tutto ristagna, compreso un Parlamento sonnacchioso e accaldato, nella maggioranza permangono certe tensioni fastidiose, come la scelta dei candidati per le regionali, un appuntamento che sin da adesso il centrodestra vive male, aggrappato al Veneto pur privo di Luca Zaia, ma in difficoltà nelle Marche, dove il meloniano Francesco Acquaroli rischia tantissimo contro il democratico Matteo Ricci.

Anche se i sondaggi le vanno bene, Meloni conosce benissimo questo quadro molto difficile per la maggioranza. Solo che non sa assolutamente come farvi fronte.

X