Quesiti linguisticiIl mito del «pacco da giù» spiegato dall’Accademia della Crusca

Ormai è diventato un prodotto di marketing, venduto sul web non solo da esercenti del Mezzogiorno, ma anche del Nord

(Unsplash)

Tratto dall’Accademia della Crusca

Da diversi anni si sente parlare del cosiddetto pacco da giù, indicante, almeno originariamente, la ‘scatola inviata dai parenti del Meridione a studenti o lavoratori trasferitisi al Nord, colma di prodotti tipici del territorio natìo’. L’invio di prodotti del proprio territorio (materie prime, conserve, ma anche salumi, formaggi e beni diffusi ormai ovunque ma considerati in maniera “affettiva” irreperibili lontano da casa e indispensabili per la sopravvivenza) è una pratica che da una parte tiene legati al paese d’origine coloro che se ne sono allontanati, dall’altra è diventata argomento di moda: il pacco da giù è ormai un prodotto di marketing, venduto sul web non solo da esercenti del Sud, ma anche del Nord.

La locuzione pacco da giù non è registrata in nessun dizionario dell’uso contemporaneo e conta nelle pagine in italiano di Google 17.900 risultati al singolare (cui aggiungiamo 5.480 r. al plurale; ricerche aggiornate al 10/3/2025). Se ne riscontra anche la presenza nei quotidiani: nell’archivio della “Repubblica” abbiamo 17 occorrenze (tra singolare e plurale), nell’archivio del “Corriere della Sera” ne rileviamo 7; in entrambi i giornali le prime attestazioni, con enfasi grafica (le virgolette, in questo caso) ricorrono nel 2018, nonostante la locuzione abbia un’origine anteriore di qualche anno, come vedremo.

A livello morfosintattico pacco da giù potrebbe essere inclusa nella categoria delle cosiddette “polirematiche” o “unità lessicali superiori” ossia “combinazioni formate da più parole, tra loro separate nella grafia, ma che semanticamente costituiscono un unico lessema” cioè indicano un unico referente, come ferro da stiro, borsa di studio ecc. (cfr. Paolo D’Achille, L’italiano contemporaneo, 4a ed., Bologna, il Mulino, 2019, p. 144). Sulla definizione della categoria di polirematica non c’è unanimità ma basti sapere che secondo diversi studiosi (rimandiamo a Giorgio Graffi, Sergio Scalise, Le lingue e il linguaggio, Bologna, il Mulino, 2013, pp. 157-159) tutte le locuzioni che presentano più di due elementi possono essere chiamate polirematiche purché soddisfino alcuni requisiti fondamentali: anzitutto l’impossibilità di inserire materiale linguistico al loro interno, per cui non è del tutto ammissibile *un pacco grande da giù mentre posso dire un pacco da giù grande. Un altro requisito riguarda l’impossibilità di sostituire uno dei componenti con un sinonimo o un diminutivo o un accrescitivo: non hanno incidenza, o ne hanno molta poca, *pacco dal Sud o *pacco dal Meridione, *scatola da giù, *pacchetto da giù.

Le polirematiche, inoltre, hanno di solito un forte grado di opacità semantica, ossia il referente spesso non è desumibile dalla somma dei significati dei costituenti: questo requisito, in questo caso, non è rispettato, ma forse non è così rigido, come dimostra che il fatto che si considerano polirematiche espressioni come camera da letto o stile di vita. Ora, pacco da giù, da locuzione sintatticamente libera qual era, sta diventando un unico lessema, con un referente individuabile, tant’è che si è passati da un uso indeterminativo dell’articolo che l’accompagna (ho ricevuto un pacco da giù, quindi un pacco che potrebbe contenere qualsiasi cosa) all’individuazione determinata: si riceve il pacco da giù, ossia quella tipologia specifica di pacco. D’altra parte l’associazione al complemento di luogo da giù rende possibile che nell’uso dei parlanti si continui a dire “ho ricevuto un pacco da giù” per indicare un pacco contenente qualsiasi oggetto, purché inviato da una località a sud rispetto a quella dove si trova il parlante e l’espressione non ha ancora quel grado di diffusione, per cui si può considerare una polirematica in uno stato ancora incipiente.

Un aspetto interessante della locuzione è l’uso dell’avverbio di luogo giù, che ormai appare spesso, come vedremo, sganciato da un preciso riferimento all’Italia meridionale. Il meccanismo con cui nasce pacco da giù riflette la concezione che il parlante ha dello spazio (nonché la sua conseguente proiezione linguistica, come è messo in evidenza nella mia risposta su scendere a Napoli e salire a Milano). La presenza dell’avverbio giù, che indica genericamente un posto al Meridione (si pensi all’espressione da Roma in giù, piuttosto usata, specie in passato, sulla stampa nazionale), manifesta quella che viene definita pragmaticamente “deissi spaziale”, ossia quel piano comunicativo che concerne gli elementi strutturali linguistici (ma anche, in altri contesti, paralinguistici e semiotici), che fanno riferimento alla situazione comunicativa contingente nella dimensione spaziale.

La locuzione è stata coniata da studenti o lavoratori del Sud trasferitisi, temporaneamente o definitivamente al Nord, per i quali la terra d’origine si trova “giù”, in opposizione alla nuova sede, che, sebbene coincida con l’origo enunciativa (che è il luogo in cui avviene l’enunciazione e in base alla quale si orienta il significato), rimane sempre, per il parlante, un “su”. Inoltre, se di solito il pacco da giù viene inviato dal Sud al Nord d’Italia, non mancano esempi in cui l’origo può essere un luogo che non coincide geograficamente (secondo una proiezione cartografica dell’Italia) con il Nord (come potrebbe essere la Sardegna rispetto a una parte del Lazio) o addirittura si sposta ulteriormente verso l’Europa a Settentrione: per emigrati a Londra o in Germania il giù può anche essere Milano o Torino. Non solo: si parla di pacco da giù con sfumatura scherzosa anche per i prodotti che dall’estero arrivano in Italia, oppure addirittura per i pacchi inviati nello spazio agli astronauti in missione. I seguenti esempi mostrano come ormai la locuzione si sia sganciata dal significato “geografico” che aveva in partenza:

Anch’io #oggivoglio il pacco da giù, che per me è Milano visto che sto a Londra! (post su X di @AMascoli del 23/10/2014)

genitori comaschi, figlia a Berlino. Daje che arriva il pacco da giù (post su X di @gloriaclerici dell’8/1/2019)

La mia coinquilina ameregana mi ha regalato questi dolcetti arrivati con il suo “pacco da giù” (vabbè da Los Angeles), vanno messi in microonde, sono intimorita e incuriosita allo stesso tempo (tweet di @lastagistaspa del 1/12/2019)

Oggi mi hanno fatto scoprire che anche agli astronauti arriva “il pacco da giù”. E io sto letteralmente fuori di testa a pensare che questi sono solo dei fuori sede che ce l’hanno fatta. (post su X di @ldibartolomei del 25/10/2020)

Man mano che si è diffusa anche oltre la cerchia di persone che creano e usufruiscono del pacco da giù nel rapporto tra Settentrione e Meridione italiano, la locuzione ha finito per assumere una connotazione più neutra: infatti oggi il pacco da giù può essere anche una scatola contenente beni gastronomici piuttosto ricercati, e non necessariamente ancorati alla tradizione eno-gastronomica del Meridione. Il tipico pacco da giù è ricco di prodotti fatti in casa, ma ormai può essere confezionato da grandi aziende agricole e destinato alla distribuzione su larga scala (come ad esempio il “pacco da giù” contenente solamente le miscele di caffè di un’azienda produttrice):

Ecco i nostri “Pacchi da giù” composti dopo un’accurata selezione di prodotti tipici, con lo scopo di farvi assaporare le bontà Pugliesi [sic]. Un’ottima occasione per regalare ad amici e parenti un piccolo pezzo della vostra vacanza in Puglia. (Il pacco da giù a piacere nostro, lartedelsouvenir.com)

La persistenza della percezione dello spazio geografico diviso tra un giù (inteso come il Meridione) e un su (il Settentrione) è comunque rilevabile in pacco da su, locuzione coniata a partire da quella in esame, e che conta 1.700 risultati nelle pagine di Google: si tratta, in questo caso, di una scatola contenente prodotti tipici delle regioni settentrionali (come ad es. il pacco da su trentino). A riprova della progressiva “neutralizzazione” del riferimento geografico, però, vi è l’individuazione dello stesso referente anche con pacco da giù:

Aria di festa in redazione: è arrivato un nuovo pacco da giù! Anche se la definizione non è del tutto corretta, perché quello di oggi, in realtà, è un pacco…da su, per la precisione dal Trentino. […] Ed ecco che, dal nostro pacco da su, sbuca una vera e propria sorpresa: l’olio d’oliva del Trentino! […] Meraviglia delle meraviglie, dal pacco da giù salta fuori…il Zelten! (Ecco cosa ci trovi quando il pacco da “su” arriva dal Trentino, cucchiaio.it, 5/1/2024)

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