Come ricorda Christian Rocca, «le recenti prese di posizione, anche di sinceri amici dell’Ucraina, contro la meritoria campagna di Pina Picierno, Marco Taradash ed Europa Radicale per fermare l’esibizione del direttore d’orchestra e propagandista russo Valery Gergiev, inopinatamente invitato dallo zar di tutte le Campanie Vincenzo De Luca, non tengono conto di quanto sia strumentale, pericolosa e potente l’arma ibrida della cultura russa usata da Mosca nella guerra al sistema liberaldemocratico». A conferma della tesi, oggi su Repubblica interviene anche Julija Navalnaja, vedova di Aleksej Navalny, dissidente russo morto nei gulag, per chiedere che non si consenta l’esibizione del famoso direttore d’orchestra, nonché amico, sostenitore e «promotore della politica criminale di Putin, suo complice e fiancheggiatore». Auguriamoci che dopo la leader dell’opposizione russa in esilio trovi un momento per dire qualcosa anche la leader dell’opposizione italiana, Elly Schlein, che incidentalmente sarebbe anche la segretaria del partito di De Luca.
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