Il sesto colloquio L’inutile telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin

Nessun progresso verso la fine del conflitto in Ucraina, ma solo impegni di cooperazione tra Russia e Stati Uniti su energia e spazio. Il tema delle armi statunitensi a Kyjiv non sarebbe stato affrontato

Putin e Trump nel 2017 (AP Photo/LaPresse, ph. Evan Vucci)

La sesta telefonata dell’anno tra Donald Trump e Vladimir Putin non ha portato a nulla di costruttivo; al contrario, ha messo in evidenza la volontà del presidente russo di «perseguire i suoi obiettivi, ossia l’eliminazione delle ben note cause profonde che hanno portato alla situazione attuale», secondo quanto dichiarato dal consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakov.

Parlando con la stampa, il presidente statunitense si è detto «insoddisfatto» e ha spiegato che dalla conversazione di giovedì – durata circa un’ora – non è emerso alcun progresso verso la fine della guerra in Ucraina. La posizione di Putin è inflessibile. 

Ushakov, scrive il New York Times, ha detto che «Trump ha nuovamente sollevato la questione della rapida conclusione dell’azione militare» in Ucraina, ma il leader del Cremlino ha sbrigativamente risposto che la Russia starebbe «continuando a cercare una soluzione politica e negoziata al conflitto». 

Il Cremlino ha comunicato che i due leader non hanno parlato delle armi statunitensi a Kyjiv. Questa settimana, Trump ha annunciato di aver sospeso l’invio di alcuni tipi di munizioni e armi – tra cui i missili terra-aria Patriot – fondamentali per le capacità difensive dell’Ucraina. 

Giovedì 3 luglio, prima di salire a bordo dell’Air Force One, il presidente statunitense ha detto che Joe Biden «ha svuotato l’intero Paese fornendo loro (all’Ucraina, ndr) armi, ma dobbiamo assicurarci di averne abbastanza per noi stessi». Oggi, 250esimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti, Trump porrà una firma simbolica sul testo del “Big beautiful bill”, il pacchetto di politica economica recentemente approvato – con 218 voti favorevoli e 214 contrari (tra cui due repubblicani) – anche dalla Camera dei Rappresentanti. 

Durante la telefonata, continua il New York Times, Putin e Trump hanno confermato il loro interesse nella realizzazione di alcuni progetti di cooperazione tra Russia e Stati Uniti, soprattutto sui fronti dell’energia e dell’esplorazione spaziale. «La conversazione tra i presidenti, come sempre, è stata sulla stessa lunghezza d’onda, schietta, professionale e specifica», dice Yuri Ushakov. 

Intanto, nella notte tra il 3 e il 4 luglio, la Russia è tornata ad attaccare pesantemente la capitale ucraina Kyjiv con missili (undici) e droni (cinquecentocinquanta), causando più di venti feriti. I bombardamenti sono avvenuti a poche ore dalla telefonata tra i due leader. Sulla città, scrive Gianluca Di Feo su Repubblica, sono state scagliate «tre ondate di ordigni, proseguite per più di sette ore: prima uno sciame di droni Shahed/Geran, poi due salve di missili balistici». L’azienda ferroviaria statale ucraina ha detto che l’attacco russo ha danneggiato le infrastrutture nella zona occidentale della capitale, causando una deviazione del traffico. 

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