Il 19 agosto 1954 moriva Alcide De Gasperi e molti hanno scritto che la sua morte era legata alla prospettiva ormai certa della fine della Comunità europea di Difesa (Ced), il cui scopo iniziale era quello legato alla ricostituzione dell’esercito della Repubblica Federale Tedesca (Occidentale) nel quadro di una Comunità politica europea. L’alternativa sarebbe stata la sua ricostruzione nel quadro dell’impero americano, contrapposto all’impero sovietico. L’idea non era quella di creare un pilastro europeo della Nato, né di programmare una eventuale guerra all’Unione Sovietica, il cui dittatore sanguinario Stalin era morto nel marzo 1953, ma di creare quella che si chiama oggi autonomia strategica europea.
La Ced sarebbe stata possibile solo all’interno di un quadro politico e democratico europeo, e cioè di una Comunità politica europea (Cpe). La Ced cadde e con essa la Cpe per la miopia delle destre e delle sinistre nazionaliste francesi, ma anche per l’ignavia italiana, che aveva deciso di procrastinare la ratifica del trattato, Ced.
Si discute ora delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, e cioè in primo luogo del rafforzamento del suo esercito e in secondo luogo della sicurezza europea attraverso forze di mare, di terra e d’aria pronte a reagire (cioè a dichiarare la guerra o, per usare il linguaggio onusiano, per missioni di peace enforcement), nel caso in cui la Russia decida di non rispettare gli accordi di pace (e cioè dopo la pace e non dopo un cessate il fuoco), non solo nei confronti dell’Ucraina ma anche dei paesi vicini.
Poiché questa garanzia di sicurezza europea non sarà data dalla Nato e poiché essa riguarda essenzialmente gli interessi europei, e la coalizione di trenta volenterosi costituita a marzo 2025 va ben al di là del quadro europeo, varrebbe forse la pena di riflettere sul modello di una nuova Ced, con un suo articolo 42.7 simile a quello del Trattato sull’Unione europea, all’interno della quale inserire l’esercito ucraino.
Le sue attività di difesa, di deterrenza e di peace enforcement dovrebbero dipendere in modo vincolante dalla nuova Ced, con il corollario che le decisioni militari non potranno essere lasciate alla responsabilità dei capi di Stato maggiore, ma a un organo politico sotto un controllo democratico e un bilancio europeo, e non alla somma di bilanci nazionali, superando i vincoli dell’unanimità e in un sistema di sovranità condivisa.
La nuova Ced/Cpe potrebbe essere affidata provvisoriamente a un’Alta Autorità, il cui Alto responsabile risponda regolarmente al Parlamento europeo e alla sua commissione difesa (Sede), così come il presidente della Bce dialoga mensilmente con la commissione affari economici e monetari del Pe.
Poiché la dimensione della difesa deve essere accompagnata, o meglio preceduta, da un forte segnale di impegno europeo per la pace, la giustizia e i diritti fondamentali, l’Unione europea, e cioè le sue tre istituzioni politiche (Parlamento europeo, Consiglio europeo e Commissione europea), dovrebbe rilanciare in una dichiarazione comune la proposta di Sergio Mattarella di una seconda Conferenza sulla cooperazione e sulla sicurezza in Europa, cinquanta anni dopo quella di Helsinki.