
Come abbiamo più volte sottolineato, il consumo di vino negli Stati Uniti è in calo verticale, lo dicono le ricerche di mercato, ma lo sanno bene gli operatori di settore: importatori, sommelier, manager.
Sempre più ristoranti, non solo stellati, propongono abbinamenti analcolici, la kombucha nei supermercati guadagna sempre più scaffali.
C’è chi sostiene che tra i vari motivi ci sia la legalizzazione della marijuana, che potrebbe aver sostituito vino e cocktail nel desiderio di allegria. Insomma se vuoi essere un po’ su di giri c’è un’alternativa, ma soprattutto sta prendendo piede sempre di più l’impressione che il consumo di vino a tavola riduca il piacere di apprezzare la complessità dei piatti preparati dallo chef. Cose molto americane che a noi possono sembrare assurde. Resta il fatto che il mercato delle bevande non alcoliche nel 2022 ha sfiorato i quattrocento milioni di dollari, con un incremento di oltre il venti per cento rispetto all’anno prima.
Roberto Longo oggi è il sommelier da César, il ristorante due stelle dello chef Cesar Ramirez diventato famoso per aver portato Chef Table at Brooklyn Fare alle tre stelle con una formula allora unica e innovativa: solo dodici coperti attorno a un tavolo dello chef. Con questa nuova apertura in soli cinque mesi sono arrivate due stelle.

Roberto, che è a New York dal 2016 e ha lavorato a Del Posto, Jungsik, Kochi e The Grill, è testimone diretto del fenomeno: la diminuzione del consumo di alcol l’ha toccata con mano, la osserva quotidianamente: «Lavorando nella ristorazione da anni percepisco ogni giorno che la gente vuole bere un po’ meno. Soprattutto la Generazione Z, non vuole più svegliarsi con il classico mal di testa da hangover. Certo, realizzare un pairing free alcool ben fatto non è semplice, da César non lo facciamo ma stiamo lavorando per perfezionarlo».
Grazie all’esperienza diretta ha avuto un’idea e un anno e mezzo fa ha inventato C*zzimma: Spritz e Secco analcolico. Prodotto in Italia, ma destinato esclusivamente, per il momento, al mercato Usa. Per ora si acquista su Amazon, ma il progetto prevede fra qualche mese un distributore nazionale. Ideato da un piemontese, realizzato in veneto, ma con un nome di ispirazione napoletana che vale per faccia tosta, attitudine al carisma, alla sfrontatezza.
Niente è lasciato al caso nello stile delle confezioni grazie all’intervento di Simone Weithers, partner anche nella vita di Roberto, che da oltre dieci anni si occupa di marketing, branding e sviluppo imprenditoriale.

C*zzimma per ora è in due versioni, una più secca con mela verde, pera e un tocco di limone ispirata al famoso pro-Secco, e una cosi somigliante nel gusto allo spritz originale che quasi non si percepisce l’assenza di gradazione: «Il vino dealcolato è prodotto sostanzialmente togliendo l’alcol con prodotti chimici e aggiungendo altri aromi per rincorrere quel sapore. Anche nel Glera che usiamo per il nostro prodotto, Secco, viene tolto lo zucchero con un processo segreto, ma il più naturale possibile: il sapore rimane quello originale. Alla fine C*zzimma ha solo quattro ingredienti, due meno dello spritz originale, i vini dealcolati ne hanno una dozzina».
L’idea di un vino frizzante rigorosamente italiano (ispirata al Prosecco o al Lambrusco) da vendere in lattina nasce quattro anni fa, ma vedendo come già allora si orientava il mercato si è subito pensato a un prodotto non alcolico. La minaccia, poi diventata realtà, dei dazi ha fatto il resto per orientare la scelta.
«L’azienda che produce è di Padova, una piccola realtà, praticamente una start up, che ha creduto alla mia idea. Ora stanno mettendo a punto l’Hugo senz’alcol, tutto sempre in lattina da 250 millilitri, che è il formato ideale per la vendita al dettaglio».
Naturalmente i due C*zzimma si possono bere al naturale, basta aprire una lattina e servire, ma sul sito ci sono diverse proposte di cocktail. Fra qualche mese, attraverso il distributore, sarà anche disponibile alla spina.

L’idea di puntare su una bevanda no alcool ha una regione intima e personale. Il padre di Roberto Longo è mancato nel 2024 fa per una patologia legata all’eccesso di alcol; nonostante il vino sia una passione di lunga data (è piemontese) e oggi il suo lavoro, «C*zzimma è dedicata alla memoria di mio padre, nato a Napoli. Da qui la scelta del nome: un omaggio alla cultura, alle tradizioni e al carattere unico della gente napoletana».
C*zzimma, per Simone e Roberto, coppia nella vita e nel business, significa essere coraggiosi, fieri e inclusivi. È il simbolo di tutti i ragazzi che lasciano la propria terra e che, nonostante le difficoltà, trovano dentro di sé la cazzimma per andare avanti, crescere e migliorarsi.
