The next big sextingFlirtare con ChatGPT è un’educazione sentimentale senza emozioni autentiche

I chatbot generativi che simulano conversazioni intime e sessualmente esplicite aggirano i deboli filtri etici imposti dal modello linguistico

Unsplash

Non si può arrivare dritti al punto con ChatGPT. Meglio flirtare un po’, prima, spiega Robin, diciottenne argentina che, insieme alla sua cerchia di amici, ha provato ad abbattere le barriere (etiche?) del chatbot. L’obiettivo? Una sessione di sexting. Le conversazioni spinte sono subito aggirate dalla cautela di ChatGPT che non s’è mostrato, però, restio nel trovare, insieme a Robin, un’altra soluzione per accontentarla. Un atteggiamento assertivo, quello dell’intelligenza artificiale generativa, programmata per rispondere alle domande degli utenti.

Il chatbot si presta perfettamente alle esigenze dei nativi digitali, essendo un modello linguistico in grado di dialogare nella dinamica uno a uno. E il prodotto lanciato da OpenAI nel 2022 lo fa sorprendentemente bene. A seguito di comandi e istruzioni verbali, in gergo prompt, produce contenuti personalizzati, testi, ma anche foto e video. A qualsiasi ora del giorno e della notte. Le informazioni le ricava da un archivio limitato di dati digitali con il quale è stato programmato. Il risultato, altrimenti detto output, è considerato il più delle volte soddisfacente dai giovanissimi. Gratis (più o meno), efficiente e da un anno ha anche introdotto la possibilità di vagliare le fonti che cita. Caso mai qualcuno fosse interessato a conoscerle.

Incaricato di svolgere compiti a casa, prestare soccorso agli esami di maturità, ascoltare e curare i cuori infranti, secondo un articolo pubblicato su El País, ChatGPT si presterebbe anche a una funzione più intima. 

La storia di Robin non è un caso isolato. Samuel, ventitreenne colombiano, racconta di essere riuscito facilmente a scambiare messaggi a sfondo sessuale con il chatbot. Un misto, a sua detta, di discrezione e pazienza. Ci vuole un po’ di pratica e può capitare di fare errori, ma andando avanti si capisce come aggirare le restrizioni dell’IA.

Sull’argomento ha dato indicazioni più precise un utente, di cui conosciamo solo la foto profilo. Un emoji che fa la linguaccia su “X” ha spiegato che l’unico modo per riuscire nell’intento è suggerire al chatbot le parole da utilizzare. Prima o poi, assicura, dimenticherà i filtri. D’altro canto, i rapporti hanno bisogno di tempo. 

Proprio OpenAI, in risposta alla notizia del suicidio di Adam Raine, aveva ammesso che le interazioni più lunghe consentono facilmente di aggirare limiti e filtri. Solo così i ragazzi hanno raggiunto l’atmosfera desiderata, una chat con riferimenti sessuali espliciti. Ognuna personalizzata.

Per non farci mancare nulla, Character.AI ha fatto recentemente il suo ingresso nel pantheon dei chatbot, rendendo l’esperienza conversazionale più glamour (e pericolosa). Questo tipo di modello linguistico ha consentito a milioni di utenti di intrattenere dialoghi e scambi poco consoni con personaggi famosi, generati dall’IA. La cantante Chappell Roan e l’attore Timothée Chalamet sono solo due esempi. 

La giovane età degli utenti è un dato fondamentale per capire questo nuovo fenomeno, che Silvia Mazzoni, docente del Dipartimento di Psicologia Dinamica, Clinica e Salute della Sapienza di Roma, ha provato ad approfondire. I ragazzi, abituati ai codici e alle scritte del chatbot, finiscono per sviluppare una forma di evitamento, al momento del ritorno alla realtà. Cioè, capita che ripetano con i coetanei gli stessi schemi imparati dal software, ma con un esito imprevedibile. Fuori dai device, la comunicazione, a maggior ragione quella intima, è sempre al plurale.

Non esiste una relazione umana degna di tale nome che comprenda la completa assertività del partner semplicemente perché non esiste una relazione umana dove a gravitare sia solo una sola persona. Che accende il computer, avvia il chatbot e chiede una mano nella sperimentazione sessuale. 

È bene ricordare, spiega Mazzoni, che l’assertività dell’intelligenza artificiale è frutto di un calcolo. Tra le persone, il riconoscimento reciproco avviene in modo spontaneo grazie ai neuroni a specchio; così nascono le relazioni di qualsiasi genere. Invece in una conversazione influenzata da formule varie, questo meccanismo manca e ognuno è chiamato a stabilire da solo i limiti della propria esplorazione sessuale

Da un lato, il sexting su ChatGPT protegge la persona più insicura a disagio nelle relazioni umane, ma dall’altro lo porta a impegnarsi in un rapporto che è solo una simulazione della relazione umana. Nella realtà il partner a cui delegare compiti, cura e stimolazione erotica non esiste. È una brusca proiezione del proprio alter ego, purtroppo molto in voga.

X