La posizione italianaGiorgia Meloni apre al riconoscimento della Palestina, ma a due condizioni

«Il rilascio degli ostaggi e l’esclusione di Hamas da qualsiasi dinamica di governo all’interno della Palestina», ha detto la presidente del Consiglio ai giornalisti presenti a New York per l’assemblea generale dell’Onu

Mauro Scrobogna / LaPresse

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha formalizzato per la prima volta la posizione del governo sul riconoscimento della Palestina. Ai giornalisti italiani che la attendevano a New York, dove è in corso l’assemblea generale delle Nazioni unite, ha annunciato che «la maggioranza presenterà in aula una mozione per dire che il riconoscimento della Palestina deve essere subordinato a due condizioni: il rilascio degli ostaggi e l’esclusione di Hamas da qualsiasi dinamica di governo all’interno della Palestina». 

Secondo Meloni, «il riconoscimento della Palestina in assenza di uno Stato che abbia i requisiti della sovranità non risolve il problema e non produce risultati tangibili per i palestinesi». La presidente del Consiglio ha aggiunto che potrebbe comunque trattarsi di «un efficace strumento di pressione politica, però dobbiamo anche capire su chi. Io penso che la principale pressione politica vada fatta nei confronti di Hamas, che ha iniziato questa guerra e si rifiuta di consegnare gli ostaggi, impedendo che la guerra finisca».

Giorgia Meloni spera che «un’operazione del genere possa trovare il consenso dell’opposizione; non trova sicuramente il consenso di Hamas e degli estremisti islamisti, ma dovrebbe trovare il consenso delle persone di buon senso». 

La dichiarazione della presidente del Consiglio è arrivata dopo le grandi manifestazioni italiane per Gaza e il riconoscimento della Palestina da parte della Francia. Domenica è stato il turno di Australia, Canada, Portogallo e Regno Unito, seguiti da altri undici Paesi tra cui Belgio, Finlandia, Lussemburgo, Malta, Nuova Zelanda e San Marino. 

L’Italia, nonostante sia sempre più isolata sull’argomento, non è l’unico importante Paese europeo a non aver riconosciuto formalmente lo Stato di Palestina. Sulla linea di Roma ci sono la Germania, la Grecia, la Danimarca, i Paesi Bassi, l’Austria, l’Estonia, la Lettonia e la Lituania. Nei giorni scorsi, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aveva rilanciato la posizione di Donald Trump, secondo cui «riconoscere ora la Palestina significa fare un regalo ad Hamas».

Intervistato da Repubblica, Josep Borrell, alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri dal 2019 al 2024, ha detto che «finora il fatto che la maggior parte degli Stati membri delle Nazioni Unite abbia riconosciuto la Palestina non ha prodotto alcun effetto. Bisogna vedere se la conferenza di New York sul riconoscimento della Palestina si tradurrà in un percorso concreto verso la pace. Una cosa è certa: il riconoscimento senza azione rimane una frase vuota. Bisogna adottare sanzioni contro Netanyahu e il governo di Israele, esattamente come facemmo per il Sudafrica quando era in vigore l’apartheid. Solo le buone parole non servono».

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