
Questo brano è tratto dal primo capitolo del romanzo “Il cerchio dei giorni”. La storia si svolge nell’anno 2500 prima dell’era comune e si apre durante il Rito di Mezza Estate che segna l’inizio di un nuovo anno, quando le genti dei dintorni si recano al Monumento di Stonehenge per celebrare questo importante momento di incontro e di scambio anche di merci tra le diverse tribù: selci, pelli, cibo… In queste pagine entrano in scena alcuni dei personaggi principali del romanzo: Seft – giovane cavatore di selci di grande inventiva – che arriva alla Grande Pianura con il padre Cog e i fratelli Olf e Cam, violenti e brutali; Neen, la giovane che Seft ha incontrato durante il precedente Rito di Primavera e di cui è innamorato e Joia – la sorella di Neen – che sarà una delle figure centrali della storia, che ha l’ambizioso progetto di costruire un nuovo monumento miracoloso insieme a Seft, assemblato dalle tribù divise della Pianura.
Seft e Neen sedettero per terra. Lui pensava che stesse andando abbastanza bene. Aveva chiacchierato con la madre di Neen e con il suo fratellino senza fare la figura dello stupido. Sentiva di piacere a tutti loro. Anche a lui piacevano.
Comparve Joia, la sorella minore di Neen, con le scarpe in mano. «Ah, dunque l’hai trovata» disse, rivolta a Seft, e posò le scarpe vicino al fuoco perché si asciugassero.
«Sì… Grazie per l’aiuto.»
«Ti piace fare il cavatore?»
Era una domanda diretta e lui decise di dare una risposta diretta. «No. E non mi piace lavorare per mio padre. Ho intenzione di andarmene appena riuscirò a capire come cavarmela da solo.»
«Interessante, Seft» disse Ani. «Cosa potresti fare se non il cavatore?»
«È questo il problema… Non lo so. Sono bravo a lavorare il legno, quindi potrei costruire vanghe, martelli, archi. Pensi che potrei barattarli con del cibo?»
«Certo» rispose Ani «soprattutto se fossero migliori di quelli che la gente si costruisce da sola.»
«Oh, lo sarebbero» ribatté Seft.
«Sei molto sicuro di te» commentò Joia.
Le piaceva provocare, pensò Seft, ma sapeva anche essere gentile. Una persona poteva essere tutte e due le cose. «Non è importante sapere in cosa si è o non si è bravi?» replicò lui, riflessivo.
«E in cosa non sei bravo, Seft?» chiese Joia, pungente.
«Ma che domande fai?» protestò Neen.
«Non sono bravo a fare conversazione» ammise Seft.
«Alla cava scambiamo sì e no tre parole al giorno.»
«Parli molto bene» disse Neen. «Non fare caso alla mia sorellina… è tremenda.»
«È pronto da mangiare» disse Ani, scongiurando un battibecco tra sorelle. «Joia, va’ a prendere scodelle e cucchiai.»
Mentre mangiavano, la luce del giorno scemò. L’aria si fece piacevolmente mite e il cielo assunse la delicata sfumatura grigia del crepuscolo. Sarebbe stata una notte calda.
Il cibo era delizioso. La carne era stata cotta con radici selvatiche. Seft sentì il sapore della cinquefoglia, della bardana e del bulbocastano. Si erano ammorbidite e avevano preso il sapore del manzo.
Lui rifletté sul contrasto tra quella famiglia e la sua. I familiari di Neen erano gentili gli uni con gli altri, lì non c’era ostilità. Joia era combattiva, ma niente di serio. Era certo che non si picchiassero mai tra di loro.
Si chiese cosa sarebbe accaduto quando fosse sceso il buio. Sarebbe dovuto tornare da suo padre e dai suoi fratelli? O gli sarebbe stato permesso di dormire lì, magari accanto a Neen? Sperava che in qualche modo loro due potessero passare la notte insieme.
Traduzione di Annamaria Raffo
Copyright © 2025 Ken Follett – © 2025 Mondadori Libri S.p.A.
Tratto da “Il cerchio dei giorni”, di Ken Follett, Mondadori, 704 pagine, 25,65 euro
