
C’è chi pensa che la matematica appartenga solo alle aule universitarie e chi, invece, la porta dietro il bancone. Paul MacDonald, bartender e anima creativa del Lovers Bar, lo fa da quasi un decennio, firmando un programma di cocktail che ha reso celebre il piano sotterraneo del ristorante Friday Saturday Sunday, punto di riferimento della scena gastronomica di Philadelphia.
La sua invenzione più famosa si chiama The Carousel: una ruota in legno che ospita 21 bottiglie, disposte come in un gioco da luna park. Basta farla girare e attendere che la sorte decida la direzione del bicchiere: le combinazioni sono 42, ognuna costruita sulle proporzioni della sequenza di Fibonacci. Un modo elegante e insieme ludico di tradurre nei cocktail la spirale aurea che governa la natura.
L’idea è nata quasi per caso. MacDonald stava lavorando a un cocktail a base di cinque vini fortificati e si è accorto che le dosi scelte quasi istintivamente – ¼, ¼, ½, ¾ e 1¼ di oncia – corrispondevano ai primi numeri della celebre successione matematica. Il risultato era perfettamente bilanciato. Da quell’intuizione, raccontata da Billy Penn, è nata un’intera filosofia di miscelazione che oggi attrae curiosi, appassionati e addetti ai lavori.
Ma The Carousel non è solo un esercizio di stile. Per MacDonald il ruolo del bartender è più complesso: non si tratta solo di shakerare bene, ma di governare la scena sociale del bar. “Il comportamento del cliente è parte dell’esperienza tanto quanto la qualità del drink”, ha spiegato in un’intervista a StarChefs. Dietro ogni calice c’è un’idea di ospitalità che unisce rigore tecnico, senso della misura e capacità di intrattenere.
Tra i cocktail più amati c’è un mix che incrocia genever, Barolo Chinato, liquore al rabarbaro, sherry Oloroso e Becherovka: un equilibrio che gioca su profondità, erbe e spezie. Ma la ruota può condurre anche altrove: verso strade più leggere, con gin, vermouth bianco e maraschino, oppure in direzioni più scure, dove rum invecchiato e amaro alle erbe si illuminano con un accento agrumato. Ogni combinazione diventa un piccolo esperimento, un esercizio di fiducia nel caso guidato dalla matematica.
Il riconoscimento non è mancato. Nel 2023 il ristorante ha vinto il James Beard Award come miglior ristorante d’America, e il lavoro di MacDonald è stato considerato una delle ragioni decisive del successo. Nel 2025, Wine Enthusiast lo ha inserito tra i “Future Tastemakers”, a testimonianza di come il suo approccio stia riscrivendo il linguaggio della mixology contemporanea.
Così, al Lovers Bar, Fibonacci diventa un compagno di bevuta. Non è più soltanto una sequenza numerica, ma un filo invisibile che lega bicchieri, conversazioni e serate. Un modo diverso per pensare al bar: non come a un luogo che replica ricette, ma come a un laboratorio in cui la matematica incontra la convivialità, e il calcolo si trasforma in poesia alcolica.
