
Questa notte la Polonia ha abbattuto droni russi entrati nel proprio spazio aereo. È la prima volta dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina che Varsavia risponde con il fuoco a una violazione proveniente da Mosca. Non un errore di rotta, non un episodio isolato, ma un fatto che l’esercito polacco ha definito «un atto di aggressione». Il primo ministro Donald Tusk ha confermato che «è in corso un’operazione relativa alle ripetute violazioni del nostro spazio aereo» e che «l’esercito ha usato armamenti contro oggetti ostili», aggiungendo di essere in «contatto costante» con il segretario generale dell’Alleanza Nato, Mark Rutte. I radar hanno tracciato oltre dieci droni durante l’attacco russo all’Ucraina occidentale. Alcuni sono stati abbattuti, altri sono tuttora cercati dalle unità di terra.
Le autorità hanno invitato i cittadini a restare nelle proprie abitazioni, segnalando come più a rischio le regioni di Podlaskie, Mazowieckie e Lublino. Nel frattempo quattro aeroporti, tra cui il principale scalo di Varsavia Chopin e quello di Rzeszów, nodo cruciale per gli aiuti militari e umanitari all’Ucraina, sono stati chiusi. I voli diretti verso la capitale sono stati dirottati su Katowice, Wroclaw e Poznan. La Federal Aviation Administration statunitense ha confermato lo stop parlando di attività militari non pianificate.
Da Mosca nessuna reazione ufficiale. Venerdì inizieranno in Bielorussia le esercitazioni congiunte “Zapad 25”, che Varsavia considera una minaccia diretta. «Manovre molto aggressive da un punto di vista dottrinale», le ha definite Tusk, annunciando la chiusura della frontiera con Minsk da giovedì a mezzanotte. Anche Lituania e Lettonia hanno rafforzato i controlli lungo i propri confini.
La Polonia convive con questo timore dal novembre 2022, quando un missile caduto a Przewodów provocò due morti e alimentò il rischio di un’escalation immediata. Allora si parlò di errore, di un colpo ucraino finito fuori bersaglio. Stavolta no. Stavolta Varsavia rivendica un’azione di difesa contro droni russi. La differenza è cruciale: per la prima volta, un Paese della Nato ha abbattuto mezzi russi sul proprio territorio.