
Dal 24 al 30 settembre 2025, la Sala Tre del Teatro Franco Parenti ospita lo spettacolo “Leggera, leggerissima”, un monologo scritto e interpretato da Francesca Iasi, con la regia di Fiorenza Pieri e prodotto dallo stesso Teatro Parenti. In cinquanta minuti di scena, lo spettacolo riesce a dare voce e corpo a una delle malattie più silenziose e più devastanti del nostro tempo: i disturbi del comportamento alimentare, e in particolare l’anoressia.
L’allestimento dello spettacolo è scarno, essenziale, per sottolineare come la sottrazione sia la protagonista al centro del racconto. Sul palco, solo tre elementi: una donna, una bilancia, una teglia di pasta, che bastano per raccontare tutto. La protagonista si mette a nudo e guida spettatrici e spettatori in un viaggio dentro l’universo oscuro della malattia.
«Vorrei solo spiegare, a chi va di ascoltare, come ci si sente», dice l’attrice Francesca Iasi nelle note di presentazione. Ed è proprio questo che accade in scena: il racconto personale di una malattia invisibile, non un trattato medico né da una narrazione pietista. L’anoressia non viene mostrata come una mera ossessione per il corpo, ma come una fame profonda e mai sazia: fame d’amore, di controllo, di appartenenza, e anche di sollievo. «Come si fa a farcela? Come si fa a vincere? Si può vivere combattendo? Come si fa ad essere meno soli?» sono le domande che accompagnano l’intero spettacolo, che non pretendono risposte, ma chiedono di essere ascoltate.
Il titolo dello spettacolo, “Leggera, leggerissima”, è una chiave di lettura ambivalente: da un lato la leggerezza del corpo, quella desiderata, cercata, e misurata ossessivamente sulla bilancia; dall’altro, la leggerezza come liberazione, quella che si conquista solo lasciando andare la malattia, abbandonando l’ossessione. Come sottolinea la regista Fiorenza Pieri, «la leggerezza tanto agognata in realtà la si trova nella liberazione dalla malattia. Non dalla sottrazione dell’Io, ma dall’abbandono dell’Io nell’Altro, tanto temuto».