La tregua fragileA Gaza è tornato il cessate il fuoco dopo i raid israeliani

Si fermano di nuovo le armi alla fine di una giornata di attacchi aerei in risposta alla presunta violazione degli accordi da parte di Hamas. Ora sarà necessaria la pressione americana. Witkoff e Kushner saranno a breve in Israele

Associated Press/LaPresse

L’esercito israeliano ha dichiarato che riprenderà a far rispettare il cessate il fuoco a Gaza, dopo aver lanciato attacchi aerei domenica in risposta a quella che ha definito una «palese violazione» dell’accordo da parte di Hamas.

Gli attacchi sono iniziati nel sud di Gaza dopo che l’esercito israeliano ha dichiarato che «i terroristi hanno lanciato un missile anticarro e sparato» contro le sue truppe a Rafah, uccidendo due soldati. Hamas ha dichiarato di «non essere a conoscenza» di scontri nella zona sotto il controllo israeliano.

In serata, Israele ha dichiarato di aver colpito obiettivi di Hamas in tutta Gaza e ha sospeso gli aiuti umanitari verso la Striscia. Secondo fonti locali, i carri armati israeliani e i bombardamenti avrebbero causato almeno 26 morti.

Hamas ha negato di aver colpito le forze israeliane per prima e ha accusato a sua volta Israele di aver violato la tregua, respingendo anche le accuse del dipartimento di Stato americano, secondo cui il gruppo armato stesse pianificando un attacco contro civili palestinesi in violazione del cessate il fuoco.

Hamas ha affermato di impegnarsi a rispettare il cessate il fuoco, ma ha avvertito che gli attacchi potrebbero «spingere la situazione verso un collasso totale».

Dopo lo scambio di accuse reciproche, alla fine, ieri sera dopo le 21 ora locale, anche le Forze di Difesa Israeliane hanno fatto sapere di «aver ripreso l’applicazione del cessate il fuoco», aggiungendo che avrebbero rispettato l’accordo ma anche «risposto con fermezza a qualsiasi violazione». La dichiarazione non ha specificato direttamente se anche un precedente annuncio di sospensione degli aiuti a Gaza fosse stato revocato.

Parlando ai giornalisti al suo arrivo a Washington domenica, Trump ha affermato che il cessate il fuoco era ancora in vigore. Ha aggiunto che Hamas era stata «turbolenta e ha sparato qualche colpo», ma che potrebbe trattarsi di «alcuni ribelli all’interno» del gruppo armato. «In ogni caso, la situazione sarà gestita correttamente. Con fermezza ma correttamente», ha aggiunto.

La prima fase dell’accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, iniziata il 10 ottobre, ha visto la fine immediata dei combattimenti, il ritiro parziale delle truppe israeliane lungo la cosiddetta linea gialla lungo il nord, l’est e il sud di Gaza e un aumento degli aiuti. Hamas ha rilasciato tutti gli ostaggi ancora in vita, così come i resti di dodici dei 28 deceduti. Israele ha liberato 250 prigionieri palestinesi nelle sue carceri e 1.718 detenuti da Gaza, e ha restituito quindici corpi di palestinesi in cambio dei resti di ogni ostaggio israeliano.

L’accordo è stato messo alla prova domenica 19 ottobre. Gaza ha vissuto il peggior giorno di violenza da quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riunito i leader mondiali in Egitto la scorsa settimana sotto lo striscione che proclamava “Pace in Medio Oriente”.

Ora sarà necessaria la pressione americana per mantenere questo accordo di cessate il fuoco. Steve Witkoff, inviato di Trump, e suo genero Jared Kushner saranno a breve in Israele.

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