
Appena arrivati in Polonia, a breve inizierà la nostra missione umanitaria. Siamo centodieci attivisti da tutta Italia, in cammino verso l’Ucraina. L’iniziativa, denominata “Giubileo della Speranza”, è stata organizzata dal Movimento Europeo di Azione Nonviolenta (Mean), al quale hanno aderito trentacinque organizzazioni – tra cui Azione Cattolica, Anci, Fondazione Gariwo, Base Italia. L’organizzazione è patrocinata dalla nunziatura della Santa Sede a Kyjiv, con il grande sostegno del Nunzio Apostolico in Ucraina, mons. Visvaldas Kulbokas.
Pensiamo che un Giubileo per l’Ucraina sia necessario per far sentire la nostra vicinanza, da società civile trasversale, agli ucraini martoriati e a un popolo valoroso che da più di tre anni e mezzo resiste all’invasione. Un’iniziativa che nasce dalla necessità di essere presenti con il nostro corpo, nel tentativo di dare concretezza a retorica e proclami, per mostrare un supporto concreto al fine di toccare con mano e vedere con i nostri occhi la disperazione della guerra, ma anche la bellezza della speranza, che non si ferma davanti all’ingiustizia.
Saremo a Kyjiv e a Kharkhiv tra l’1 e il 5 ottobre, incontrando tante fette della società civile ucraina, contribuendo alla costruzione di un piccolo tassello nella direzione della pace giusta. Perché partire dal basso, dalla società civile che, pur nelle proprie differenti sensibilità, riconosce comunque e in ogni caso la forza della lotta per la libertà, è la via che serve per non spegnere l’attenzione davanti al dramma ucraino.
Insieme chiederemo nuovamente che l’Europa convochi una seconda Conferenza europea dei cittadini sulla pace e la sicurezza nel mondo (la prima fu convocata per l’allora Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, nel 2021) e istituisca i suoi Corpi civili di pace – già previsti nel Patto civile Psdc, Politica di Sicurezza e Difesa Comune, dell’Unione europea – per superare inerzia e limiti delle risposte davanti alla legge del più forte.
Il sogno europeo è fatto di popoli che resistono e poi si incontrano, in maniera cooperativa, facendo avanzare pace e sicurezza comunitaria: oggi è il momento decisivo per difendere e tutelare quell’ideale di democrazia e stato di diritto. Siamo qui, come società civile presente dove si ripresenta la guerra, con l’ammirazione verso chi trova sempre un motivo per andare avanti, nonostante tutto, nell’aspirazione verso una libertà tutta da difendere. A chi lotta, a chi resiste, a chi continua a camminare.