Con la coscienza a posto, «siamo un milione», adesso potete arrotolare gli striscioni «dal fiume al mare»: la Storia è andata più veloce di voi. I giovani del Movimento possono revocare le decine di manifestazioni convocate e tornare in classe, e i meno giovani a fare quello che facevano prima, al lavoro, se lavorano.
Maurizio Landini, che già ha convocato un’altra manifestazione contro la manovra economica che ancora non c’è, dovrà inventarsi qualcos’altro per gonfiare le piazze. E lo stesso vale per le vene di Giuseppe Conte, ora che strillare per Gaza non serve a fare scena. Francesca Albanese non avrà difficoltà a trovare garbugli di ogni tipo per un nuovo best seller – ipotesi: “La sòla”, riferito all’accordo su Gaza. Forse la rivedremo poco, la tv è crudele e dimentica in fretta, e pazienza per quegli intelligentoni dei sindaci del Partito democratico che la celebrano con tanto di fascia tricolore. Bye bye Francesca, se Dio vuole, con tanti saluti dagli ammiratori di Liliana Segre.
E che disdetta per gli attivisti, proprio ora che le cose si stavano mettendo bene e che bloccare tutto – una delle parole d’ordine più stupide di sempre – stava alimentando la furia dei tristissimi black bloc. Poi, diciamola tutta, il Movimento non ha portato voti al Pd però è stato uno spettacolo per i giovani del Nazareno che vivono per mimare le gesta del Sessantotto – e la compagna Annalisa Corrado e il compagno Arturo Scotto già nella parte di eroi del nostro tempo sono scesi dalla Flottiglia e hanno inaspettatamente trovato la pace. Hanno avuto un merito per questo risultato? Bah, né sì né no. Perché la massima disdetta del destino baro è che a fare l’accordo (che poi vedremo come andrà, «è solo un pezzo di carta» dicono i corvi) sia stato il campione mondiale della destra, un orrido personaggio come Donald Trump che resta un pericolo per la democrazia americana ma che è riuscito laddove Joe Biden neppure tentò. E il macellaio Benjamin Netanyahu, che beninteso tale resta, a un prezzo allucinante ha dato un colpo micidiale al terrorismo internazionale piegando i tagliagole che due anni e tre giorni fa stupravano, rapivano massacravano quegli inerti ragazzi che ballavano ridendo. Tutto cancellato, tutto risolto? No, certo. Ma ora che, forse, la Palestina si avvia a diventare davvero free, ragazzi, fermatevi un attimo, nessuno vi biasima per l’entusiasmo dimostrato, però le cose erano e sono più complicate di quanto una manifestazione alla stazione Termini, “piazza Gaza” che ora dovrebbe rinominarsi “piazza pace”, possa dire.
Dispiace per i talk arrabbiati, ma la pace val bene La7, verranno altri palinsesti. Così che adesso non resta che la vittoria dell’Ucraina per silenziare gli Alessandro Orsini e gli Alessandro Di Battista (è un’utopia ma la speranza è l’ultima a morire) magari supportata da una Flottiglia per Kyjiv, tanti treni con materiale per il popolo di Volodymyr Zelensky, sempre con i compagni Scotto e Corrado a bordo, con Conte che soffre per la sconfitta dell’amata Russia.
Si è accesa finalmente la luce della politica sulla notte di Gaza e adesso vaglielo a spiegare ai collettivi delle facoltà occupate che è il caso di smobilitare e di mettersi sui libri che tra poco c’è l’esame da fare: la festa è finita, per fortuna dovrebbe cominciarne un’altra molto più importante che si chiama pace.