Svolta protezionistaL’Ue alza i dazi sull’acciaio per difendere la sovranità industriale

La Commissione europea vara un nuovo pacchetto di misure per blindare il mercato siderurgico dalle importazioni a basso costo, in particolare dalla Cina. Raddoppiano le tariffe doganali e si dimezzano le quote tariffarie. Solo il dieci del mercato europeo dell’acciaio resterà aperto alla concorrenza internazionale

AP/Lapresse

La Commissione europea si prepara ad alzare le barriere contro l’acciaio a basso costo proveniente da Paesi terzi, soprattutto la Cina. Bruxelles annuncerà quindi nuove misure per «difendere la sovranità europea anche nel campo dell’acciaio», come ha spiegato il commissario al Mercato interno Stéphane Séjourné in un incontro con alcuni giornali europei.

Il piano, lo riporta il Sole 24 Ore in un articolo di Beda Romano, prevede due interventi principali: il raddoppio dei dazi doganali, dal venticinque al cinquanta per cento, e la riduzione del cinquanta per cento dei contingenti tariffari, cioè delle quote di importazione non soggette a tasse. Soltanto il dieci del mercato europeo dell’acciaio – pari a circa diciotto milioni di tonnellate annue – resterà aperto alla concorrenza internazionale.

La misura arriva in un momento critico per la siderurgia europea, che nel solo 2024 ha perso diciottomila posti di lavoro. Bruxelles garantisce che le nuove regole sono compatibili con l’Organizzazione mondiale del Commercio, ma servirà un confronto con i partner globali per definire la distribuzione delle quote ancora aperte. Diversamente dagli interventi temporanei degli anni passati, il nuovo schema sarà a carattere permanente.

Il dibattito interno alla Commissione è stato teso. Secondo quanto ricostruisce Romano, alcuni commissari ritenevano che l’Europa potesse limitarsi a produrre acciaio verde o di fascia alta; altri, invece, hanno insistito sulla necessità di preservare la capacità industriale strategica del continente. Hanno prevalso questi ultimi, con l’idea di mantenere i siti produttivi e garantire forniture essenziali anche per i settori della difesa e dell’automotive.

L’effetto sui prezzi, nelle stime della Commissione, dovrebbe essere contenuto: «L’acciaio costerà 50 euro in più per un’auto e un euro in più per una lavatrice», ha detto Séjourné, che parla di un incremento medio del tre per cento.

La decisione segna una svolta protezionista per l’Unione europea, in parte allineata alle politiche statunitensi sull’acciaio. «Ciò non toglie che continuiamo il dialogo con Washington per trovare un accordo di più ampio respiro», ha aggiunto il commissario.

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