Sicurezza digitaleCome proteggere una rete elettrica dal rischio di un attacco hacker

Per contrastare gli attacchi cibernetici non serve solo un approccio difensivo. Il caso di Terna conferma che queste minacce vanno studiate e anticipate, mettendo un’azienda nelle condizioni migliori per evitare o mitigare gli impatti sulla filiera elettrica (garantendo la continuità delle operazioni)

Courtesy of Terna

La protezione dagli attacchi cibernetici è una prerogativa essenziale per dare concretezza alla cosiddetta duplice transizione – energetica e digitale – e proteggere l’incolumità e la privacy di cittadini comuni, aziende e istituzioni. Il fenomeno, numeri alla mano, è in ascesa: secondo l’ultimo report di Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica, nel 2024 questi eventi sono aumentati del quaranta per cento su base annua nel settore “Energy & Utilities” (+61,5 per cento rispetto al 2020). Lo scenario è peggiorativo, e il novanta per cento dei casi segnalati a Clusit si è concentrato in America e in Europa.

L’urgenza di affrontare il tema è giustificata anche dalla recente nascita della task force Ue-Nato per rafforzare la protezione delle «infrastrutture critiche», tra cui rientrano anche le reti elettriche. L’energia è un settore coperto anche dalla Direttiva europea NIS2 che, abrogando la NIS1, ha non solo definito un quadro comune per la cybersicurezza, imponendo obblighi a operatori di servizi essenziali e fornitori di servizi digitali, ma ha anche ampliato e rafforzato la portata della normativa.

Il tema, in Italia, riguarda anche e soprattutto Terna, il gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia che gestisce la rete elettrica di trasmissione in alta e altissima tensione: parliamo, nello specifico, di settantacinquemila chilometri di linee che attraversano tutto il Paese, novecentoquindici stazioni elettriche e trenta connessioni con l’estero.

Stazioni, sottostazioni e linee aeree sono infrastrutture che per l’Italia, e non solo, costituiscono un’importanza strategica. L’aumento dei sistemi di sensoristica avanzata sulla rete elettrica ha portato miglioramenti notevoli sotto tanti punti di vista, ma – al tempo stesso – ha determinato un potenziale incremento della superficie esposta ad attacchi hacker, dovuti all’aumento dei fenomeni di cyber crime e al complesso contesto geopolitico in cui ci troviamo.

La cooperazione con autorità e aziende esterne è dunque essenziale per minimizzare i rischi e le vulnerabilità, che possono essere di varia natura: dall’obsolescenza dei software alle configurazioni errate, passando dallo scarso controllo degli accessi logici, dalla mancanza di segmentazione della rete o dall’assenza di protezione antivirus. Ogni errore, anche apparentemente banale, può trasformare la rete elettrica in terreno fertile per cybercriminali.

Per questo, Terna ha adottato – e continuerà ad adottare – le migliori tecnologie disponibili sul mercato, capaci di identificare e bloccare potenziali attacchi cibernetici. Il contrasto a questo fenomeno, infatti, non deve essere solo di natura difensiva: le evoluzioni di queste minacce vanno studiate e anticipate, mettendo l’azienda nelle condizioni migliori per evitare o mitigare gli impatti sulla filiera elettrica.

A questo proposito, nella seconda metà di ottobre Terna e Acn, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, hanno firmato un protocollo d’intesa – della durata di tre anni ma prorogabile – per rafforzare ulteriormente la sicurezza e la resilienza della filiera elettrica e del settore energetico nazionale. Siglato da Bruno Frattasi, Direttore Generale di Acn, e Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, l’accordo si fonda sullo scambio di informazioni e analisi tra le due realtà, al fine di proteggere la rete elettrica dalle minacce di cyber attacchi.

Terna, dice Giuseppina Di Foggia, «gestisce un’infrastruttura strategica a livello nazionale: garantire il suo esercizio in sicurezza è una priorità, soprattutto in uno scenario di crescente complessità nel contrasto a minacce informatiche sempre più frequenti. Il protocollo siglato rafforza l’impegno condiviso, volto a proteggere infrastrutture sensibili per il Paese. Insieme potenzieremo le attività di prevenzione, monitoraggio e contrasto alle minacce cyber, tese a incrementare il livello di percezione di tali rischi, nonché la loro gestione efficace, anche attraverso iniziative di condivisione di best practice e formazione dedicata alle nostre persone».

L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, spiega Bruno Frattasi, «svolge un ruolo centrale nella protezione delle reti, dei sistemi digitali e delle infrastrutture critiche, contribuendo alla resilienza cibernetica del Paese. In un contesto di minacce informatiche sempre più sofisticate e pervasive è essenziale unire le forze per proteggere e rafforzare le nostre infrastrutture critiche e contrastare gli attacchi cyber. In questa direzione va l’Accordo sottoscritto oggi con Terna che, oltre a rafforzare la sicurezza e la resilienza della filiera elettrica, potrà contribuire a portare importanti innovazioni nel settore energetico e a garantire una maggiore consapevolezza grazie ad attività come lo scambio informativo con i Cert, la formazione e lo sviluppo di competenze».

Come anticipato sopra, un aspetto chiave della lotta agli attacchi cibernetici riguarda anche la “cyber resilience”, un approccio multi-rischio che consiste nella capacità di prevenire, rilevare, rispondere e riprendersi da attacchi informatici o – in generale – incidenti legati alla sicurezza digitale. Tutto ciò deve avvenire mentre si garantisce la continuità delle operazioni, adattandosi a un’esternalità potenzialmente rischiosa.

La “cyber resilience” si divide in quattro attività. La prima è la preparazione, finalizzata alla prevenzione e alla mitigazione del rischio di attacchi informatici anche attraverso policy di “cyber risk management”. La seconda è il rilevamento, che consiste nell’identificazione e nell’analisi di eventuali anomalie. La terza è la risposta, pensata per minimizzare l’impatto dei cyber attacchi. La quarta e ultima è il recupero, ossia il rapido ripristino delle classiche condizioni di operatività.

Negli ultimi anni, Terna ha investito molto anche nella formazione e nella consapevolezza interne. I cyber attacchi sono sempre più complessi e insidiosi: non basta implementare tecnologie avanzate, bisogna anche coltivare una consapevolezza aziendale che coinvolga ogni tassello di un’organizzazione. A tal proposito, Terna ha implementato attività formative per diffondere una vera e propria cultura fondata sulla sicurezza informatica, anche attraverso il programma “Anticorpi Digitali”. Quest’ultimo consiste anche nella promozione di comportamenti sicuri per prevenire attacchi e reagire a eventuali scenari di crisi.

X