Media indipendentiNo, content creator e influencer non sono la stessa cosa

In “Ogni brand è un creator”, Marcello Ascani, Alessandro Mininno e Michele Pagani spiegano come la cultura digitale abbia dato vita a una nuova classe di professionisti della distribuzione che producono valore attraverso conoscenza e non solo l’immagine

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Un content creator è un professionista digitale che produce contenuti pensati specificamente per i canali digitali e che, grazie a questi contenuti, riesce ad aggregare una community numerosa. I content creator si caratterizzano per la loro specializzazione in una nicchia particolare, nella quale investono tempo ed energie, per sviluppare una competenza distintiva e approfondita. Può trattarsi di argomenti comuni, come il makeup, il fitness, il cibo, i viaggi o i giochi e, in effetti, la stragrande maggioranza dei content creator si occupa proprio di questi temi.

Ma internet è il regno della coda lunga e offre ampio spazio alle nicchie più fantasiose: solo per fare un esempio, esistono content creator specializzati nell’ASMR, ovvero nel riprodurre suoni, ticchettii, strofinamenti che fanno venire i brividi a chi ascolta. Non sono pochi: su YouTube si trovano circa 25 milioni di video ASMR e i creator più popolari, come Zach Choi, contano decine di milioni di iscritti. Nel caso di Zach sono 32 milioni.

Per non parlare dei creator specializzati nel tagliare il sapone (un’attività #extremelySatisfying, che vanta un engagement rate ben superiore alla media), nel cucinare con utensili in miniatura, nel produrre lo slime: Karina Garcia, nota come Slime Queen (per le buone ragioni che il lettore potrà immaginare) genera un fatturato annuo di circa due milioni di dollari. Esistono content creator che parlano di restauro di oggetti vintage (in generale, il mondo dei «lavoretti» è molto diffuso su TikTok) ma anche talent specializzati, semplicemente, nel dormire – magari in diretta streaming. Ovviamente la lista potrebbe andare avanti all’infinito.

La motivazione primaria di un content creator è radicata nella passione per il processo creativo stesso, piuttosto che nella mera accumulazione di follower o metriche di engagement. Mentre l’influencer è famoso perché è famoso, il content creator è famoso perché è competente, solitamente in una delle due macro-aree in cui possiamo dividere la produzione di contenuti: informazione o intrattenimento.

Secondo l’analisi di Colin e Samir, YouTuber ed esperti di creator economy, «un creator è qualcuno con una mentalità orientata alla distribuzione. Riflette su cosa creare per raggiungere il maggior numero di persone possibili, funzionando essenzialmente come un’azienda mediatica indipendente. Si concentra strategicamente su come far sì che i propri contenuti ottengano visibilità su larga scala attraverso le piattaforme».

Questa definizione, interessante, pone l’accento sulla natura imprenditoriale del content creator, distinguendolo dal semplice creativo: «Un creativo lavora sul mestiere, sulle competenze tecniche, e tipicamente viene assunto per dirigere progetti o supportare altri nella realizzazione delle loro visioni». I content creator invece, sono diretti da una forte spinta autonoma: decidono da soli quali contenuti produrre, su quali temi e in che modalità. Scelgono su quali piattaforme investire. Sono, a tutti gli effetti, dei media indipendenti. L’identità di un content creator è intrinsecamente legata alla qualità e alla specificità dei contenuti prodotti, ancora prima che al volume dell’audience raggiunta.

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