Ha vinto il partito di chi non è andato a votare. Ancora una volta, forse anche di più. Certo, dalle urne delle Regionali a spoglio concluso usciranno dei vincitori e saranno quelli dati in vantaggio ormai da tempo e da tutte le previsioni: in Veneto il leghista Alberto Stefani, candidato del centrodestra, in Campania il cinquestelle Roberto Fico e in Puglia l’europarlamentare ed ex sindaco di Bari Antonio De Caro, entrambi per il centrosinistra. Gli instant-poll fin dal primo pomeriggio, in tutti e tre i casi, hanno assegnato margini di distacco dagli avversari tali da far ritenere che lo spoglio avrebbe confermato le indicazioni, ma solo l’esame approfondito dei risultati reali restituirà le sfumature, quale dei partiti all’interno delle coalizioni si sarà davvero avvantaggiato della tornata di elezioni regionali e quanto il voto potrà incidere sugli equilibri nazionali e sulla tenuta del governo Meloni.
Più nello specifico, in Veneto l’ex vicesegretario della Lega si è affermato con una percentuale finale del 61,3% per Stefani, contro il 30,5% del candidato del centrosinistra Giovanni Manildo. In Puglia, vita facilissima per Decaro: la coalizione di centrosinistra totalizza circa il 66,5%, con lo stesso Decaro al 66,9%. Il centrodestra, con l’imprenditore Luigi Lobuono, si ferma al 32,7%, con il candidato al 31,7%. Contesa più combattuta in Campania, infine, dove Fico conquista la presidenza con circa il 58% dei voti, mentre lo sfidante di centrodestra Edmondo Cirielli, esponente di spicco di Fratelli d’Italia voluto con decisione da Giorgia Meloni, si attesta sul 36,5%.
Con le tre regioni andate alle urne domenica e lunedì mattina sono sette quelle in cui si è votato in autunno ed esclusa la Valle d’Aosta — dove il consenso popolare ha premiato gli autonomisti dell’Union Valdôtaine — la tornata si chiude con un pareggio 3-3 tra destra e sinistra. Ciò dà modo a tutti di ritenersi in qualche modo vincitori, anche se il vero dato è quello dell’ulteriore crescita dell’astensionismo. L’affluenza in Veneto è stata al 44,20%. In Campania al 44,05%, con un calo di circa 11 punti rispetto al 2020. In Puglia si è fermata al 41,83%, con un calo superiore ai 14 punti rispetto al 56,43% del 2020. In media poco più di 4 elettori su 10 sono andati a votare in queste tre regioni, confermando la declinante tendenza alla partecipazione. La vera vincitrice è l’astensione.