
Nella base francese di Villacoublay Volodymyr Zelensky ed Emmanuel Macron hanno firmato una lettera d’intenti che apre la strada all’acquisizione di fino a cento caccia Rafale, dei sistemi SAMP T di nuova generazione, di radar avanzati e di droni. È un impegno definito dalla presidenza francese come realizzabile «in un arco temporale di circa 10 anni» e formalizzato mentre a Kharkiv e Kyjiv proseguono bombardamenti russi che hanno provocato nuove vittime civili. La visita in Francia è stata la nona del presidente ucraino in Francia dall’inizio della guerra ed è arrivata alla vigilia di un inverno che molti osservatori ritengono decisivo.
La presidenza francese ha precisato che si tratta di una lettera d’intenti, non di un contratto di vendita, ma ha confermato che il documento include la possibilità di futuri accordi per cento Rafale «con le relative armi», insieme ai sistemi SAMP T di nuova generazione attualmente in sviluppo. Il presidente ucraino aveva definito alla vigilia l’intesa «un accordo storico» e aveva parlato di «un significativo rafforzamento dell’aviazione da combattimento, della difesa aerea e di altre attrezzature di difesa». L’adozione del Rafale segnerebbe un salto qualitativo per le forze aeree ucraine dopo la consegna dei Mirage, in un momento in cui Kyjiv ha firmato anche una lettera d’intenti per 100–150 Gripen svedesi. La modernizzazione della flotta è considerata cruciale dagli analisti per contenere la superiorità russa nei cieli e per aumentare la capacità di intercettare i missili diretti alle principali città ucraine.