Grandi veritàChe panettone comprare per il Natale 2025

Vi abbiamo spiegato tutto di questo lievitato delle feste, ma la domanda che vi ponete ogni anno è sempre la stessa: quale scelgo per la tavola del giorno gastronomicamente più rilevante? Ecco la nostra risposta

Panettone classico Marchesi 1824

Tutti gli articoli di Gastronomika sul mondo del panettone sono nel dossier “Fissazione panettone”

Scegliere un panettone è un affare di stato: almeno così sembra nei consessi gourmet, dove si disquisisce di alveoli e acidità del lievito madre, di mono digliceridi e di shelf life come se stessimo parlando di valvole cardiache. Qui da noi, invece, abbiamo deciso che scegliere un panettone dev’essere innanzitutto un affare pratico: vi vogliamo suggerire quelli che abbiamo amato di più, dopo averne assaggiati più di settanta (ebbene sì!).  Come sempre sono solo una selezione – parziale e personale – fatta con il palato e la tecnica di degustazione che abbiamo affinato negli anni. Come sempre, qui troverete solo panettoni tradizionali.

Cosa non vi diremo in questo articolo: non vi indicheremo piccoli produttori artigianali dell’ignota provincia marchigiana, perché tanto non riuscireste a comprarli.

Non faremo differenze tra artigianale e industriale: perché se un panettone è buono, è buono e basta. Sarete voi a decidere se ne preferite uno più costoso ma di un pasticciere o uno più economico di una piccola industria. Quello che garantiamo per entrambi è che siano buoni e ben fatti, con materie prime valide e dal sapore garantito. E soprattutto, quest’anno abbiamo selezionato i nostri preferiti anche con un criterio nuovo: devono essere buoni e costanti nella qualità. Vogliamo consigliarvi quelli che statisticamente, per le nostre prove, sono stati buoni sempre, e non solo nella degustazione guidata per la stampa.

Non troverete la grande distribuzione, con un’unica, luminosa eccezione. Per i panettoni da supermercato, abbiamo un articolo a parte, come per i panettoni creativi. Se volete altre informazioni sul panettone e sul Natale, trovate tutto nel nostro Dossier, sempre in evoluzione.

Vincenzo Tiri
La certezza granitica, in qualunque versione. È profumatissimo, suadente, morbido, avvolgente, confortante. Lo riconoscete dalla sua scatola blu e oro, e quando la trovate compratela senza remore: non vi deluderà mai. Per chi deve fare un regalo, anche a distanza, per chi non vuole delusioni almeno a Natale, per chi cerca un dolce goloso, piacione, bello e buono, a un prezzo più che corretto. Se poi vi avanza del desiderio, due varianti da avere in casa per combattere i momenti di depressione: caffè e cioccolato bianco e caramello salato sono entrambi da premio Oscar.

Italo Vezzoli
È la cosa più simile a “come dev’essere un panettone tradizionale”. È il panettone da panetteria che sa come impastare i lievitati, leggero e aereo, ben alveolato, piacevolissimo al morso, non troppo carico né di burro né di uova. È semplicemente giusto, lui, quello che dovrebbe essere. Per chi ha un gusto antico e non vuole cedere alle nuove idee di panettoni extra-alveolati e sfogliati, che nulla hanno a che fare con il dolce di riferimento.

Langosteria
L’impasto è ricco, godurioso, le albicocche candite di Romanengo sono morbide e golose, la scatola di legno è gioiosa e perfetta per un regalo. Difetti? Si compra solo nei ristoranti, non è economicissimo (sic!). Per chi ha amici che ne sanno, e deve fare un regalo che faccia colpo alla vista e al morso.

Elisenda

Perché sì. Perché se proprio industriale dev’essere che sia buono senza compromessi. È fatto secondo la ricetta della famiglia Cerea, un monumento della ristorazione italiana, dal tristellato ristorante di Brusaporto al mondo. Come fa a non convincerci? Per tutti quelli che vogliono comprare un panettone al supermercato senza rinunciare alla qualità, spendendo il giusto e avendo la certezza di non sbagliare.

Ian Spampatti

Il panettone di Ian è morbido e dolce, come lui: questo ragazzone della val Seriana è un mago degli impasti e la sua pizza è da competizione. Ma anche il panettone non è da meno, e regala a ogni morso quella piacevolissima sensazione del Natale che è finalmente arrivato nella sua versione migliore. Per chi vuole testare qualcosa di estremamente tecnico e capire perché sperimentare fa la differenza.

Ciacco

Il gelatiere di Parma ha affrontato il mondo della lievitazione con approccio scientifico, e come per il gelato ha colpito nel segno. Il suo panettone è alveolato il giusto, morbido, profumato, con dei canditi da sballo frutto di una scelta accurata dal maestro Corrado Assenza. È buono e basta, e anche se nella formazione non è mai identico, alla fine rimane un riferimento. Per chi vuole un dolce da mangiare a colazione a quattro palmenti, come se non ci fosse un Natale. E infatti a Natale non ci arriva, mai.

Walser Schtuba

Non è un panettone tradizionale, ma è talmente buono che non possiamo non citarlo nella nostra selezione. Al profumo di fieno, arricchito con mela e note golose di cioccolato bianco. Tra tutti quelli elaborati che abbiamo assaggiato quest’anno è davvero il migliore in assoluto per morbidezza, piacevolezza, leggerezza, aromaticità. È fatto a Riale, in Val Formazza, a 1600 metri, sarà migliore anche l’aria? Per chi non si accontenta del tradizionale ma non vuole cedere a pistacchi&cioccolati.

Massimiliano Prete

Sorprendente per morbidezza e piacevolezza, con un gusto autentico, reso unico dagli ingredienti utilizzati e dalla maestria nella lievitazione: farina e lievito madre, arancia candita di Mauro Morandin, uva passa, burro di Fattorie Fiandino e vaniglia. Una lunga lievitazione di 36 ore permette alla pasta madre di esprimersi al meglio, rendendo l’impasto arioso e profumato. Per chi cerca un panettone di un pizzaiolo in grado di lavorare meravigliosamente anche con gli impasti dolci.

Marchesi 1824

Quando Diego Crosara impasta, non ce n’è per nessuno. I suoi panettoni, sia nella variante bassa milanese classica che nella versione alta realizzata per la speciale latta d’autore creata con Marco Palmieri per Molino Pasini il morso è cedevole, l’alvolatura equilibrata, il sapore definito e il piacere equilibrato ed elegante. Per chi “a Natale solo Marchesi”, ma anche per gli altri che vogliono fare un investimento sul Natale e vogliono vedere le vetrine più belle del mondo, facendo due passi in Galleria. Più Natale di così…

Pasticceria Mazzali

Il suo panettone Maestrale è magistrale nella lavorazione e splendido nell’aromaticità. Dopo il raffreddamento, viene spruzzato il Passito di Pantelleria che rende il gusto ancora più sostenuto. Per chi vuole assaggiare un panettone che sorprende e intriga, rimanendo sul classico.

Impasté Affori

L’outsider che non ti aspetti, il pizzaiolo con il vezzo della lievitazione del panettone, che fa un dolce davvero fuori categoria. Purtroppo si può ordinare solo fino a oggi, ma magari se lo convinciamo tutti insieme ne impasta altri.

Cremeria Capolinea

Un altro gelatiere trasformato in lievitista, un altro panettone che merita un assaggio e che vi regalerà quella piacevole sensazione di pienezza, consistenza, alveolatura, sofficità. Per chi ha bisogno di cose autentiche e di una tecnica che non si vede ma si sente.

La Primula

Mattia Premoli ha studiato ingegneria e poi ha deciso di votare la sua carriera alla pasticceria, ma senza dimenticare le origini scientifiche. Il rigore non prescinde dalla magia della lievitazione e nel suo panettone questo lievitista della provincia milanese concentra sapore, piacevolezza e aromaticità. Per chi vuole un morso consistente e piacevolissimo, e non si lascia sedurre dai blasoni.

Tutti gli articoli di Gastronomika sul mondo del panettone sono nel dossier “Fissazione panettone”

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