
Tutti gli articoli di Gastronomika sul mondo del panettone sono nel dossier “Fissazione panettone”
Siamo tutti dei gran fighi con i panettoni da quaranta euro al chilo in casa, ma per sopravvivere alle feste ne servono più d’uno, e non puoi certo giocarti tutta la tredicesima in pasticceria (visti anche gli aumenti). Quindi ne compri solo uno, che per te ha lo stesso valore che la statuetta di Gesù Bambino vinta al sorteggio parrocchiale nel ’98 ha per tua nonna. Entrambi tenete il vostro oggetto a vista, entrambi sapete che il culmine di soddisfazione lo trarrete la notte di Natale. Ma mentre la gioia del Bambinello si irradia ogni giorno in casa con la stessa profusione di un profumo per ambiente, il panettone figo esaurisce la sua meraviglia dopo il taglio. Serviranno altri lievitati.
È qui che si infila tutto quel mondo di dolci natalizi da supermercato che, a novembre, guardiamo con disprezzo facendo la spesa veloce delle 20:07 di un giorno feriale e che, a dicembre, compriamo perché «dai, proviamolo» – ma di nascosto lo hai già comprato due volte – per la tombolata con cena a casa di Nicola e Serena, la coppia che mette sempre casa a disposizione per le serate tra amici e poi, una volta che tutti sono via, passano la notte a lamentarsene.
Panettoni e pandori classici delle grandi marche piacciono alla maggior parte delle persone, ci dice l’indagine di AstraRicerca per conto di Unione Italiana Food: il 71,2 per cento lo preferisce alle varianti farcite, che però sembrano essere le versioni amata dalla GenZ. E visto che gli scaffali ne sono pieni e ai giovani piacciono ripieni, perché non fare un’incursione tra lievitati con crema, gusti novità che non conosci ancora e panettoni con ingredienti che sembrano la box misteriosa di Masterchef?
Motta | Pandoro Cioccolato e Cocco – Giusto una spolverata di esotico
Sul cambio di posizionamento Motta, che da marchio cheap del panettone industriale si eleva a marchio lusso dello scaffale del Pam, sono state spese molte parole. A trainare questa impresa, il volto di Bruno Barbieri che, a furia di tirare, ringiovanirà parecchio alla fine delle feste. Di creativo c’è molto dentro le confezioni blu di Motta, che quest’anno ha lanciato il panettone salato in più versioni e panettoni farciti, ma la ricerca del pandoro cioccolato e cocco è diventata una missione, forse un’ossessione.
La forma è quella del pandoro Motta, più simile a uno zuccotto (per non pestare troppo i piedi alla sorella maggiore Bauli), quindi forma bassa a cupola. L’impasto è scuro, al cacao con aggiunta di gocce di cioccolato. E il cocco? È nello zucchero a velo, aromatizzato con questo frutto amato (o odiato) nei dolci. Quindi, se volete il cocco dovete sbattervi, agitando il sacchetto come fanno le persone normali o spolverando lo zucchero a velo come farebbe una persona per bene o Csaba.
Il prezzo non è basso, stiamo sulla fascia 13-15 euro, ma già all’apertura il profumo di cacao e cocco è assai piacevole e l’esperienza nel complesso è tra le più diverse rispetto ai pandori creativi visti negli ultimi tempi. L’olfatto lavora più del gusto, ma nel complesso il compromesso è buono. Non è Bounty, ma è goloso abbastanza per mettere d’accordo palati più e meno adulti.

Balocco | Pandoro Maxiciok Popcorn – Tornare bambini o fare i ridicoli
Nella ricerca di pandori curiosi non era possibile evitare di soffermarsi al pandoro con crema di popcorn e copertura cioccolato al latte. A dirla così sembra la ricetta perfetta per una serata con divano e “Mamma ho perso l’aereo”.
A pensarci è Balocco che, nella gamma Specialità, ha inserito molte cose nuove per il Natale 2025: il pandoro al gin, gli extra dark al cioccolato. Tutti gli impasti, segnalano, sono fatti con uova da allevamento a terra: non è il massimo, ma per aziende come queste è un’attenzione non trascurabile. Per il resto è una lista ingredienti di prodotti basso spendenti (circa nove euro per un pandoro da 800 grammi).
Fuori dalla confezione è un ricoperto al cioccolato con granella di caramello. L’impasto non è dei più soffici ma una volta addentata la parte con la crema di popcorn l’esperienza si fa bizzarra. Anche qui la crema non ha grande personalità, ma il retrogusto di mais arriva e il cioccolato al latte rende tutto molto adolescenziale. Volevate tornare bambini per Natale? Ecco qui l’occasione! Ma le persone intorno vi guarderanno come quando ordinate la pizza con i wurstel in pizzeria. Se a voi non frega del giudizio l’esperienza sarà favolosa.

Bauli | Pandoro doppia Crema – Eyes wide shut del lievitato
Nelle noiose conversazioni festive sul valore di panettone e pandoro, è difficile andare tutti d’accordo su cosa sia meglio, ma c’è un solo prodotto che dona pace e gioia nel tavolo e in tutto il mondo: l’indiscussa emozionalità del Pandoro Bauli. Quel colore così unico, quel simbolo di Natale senza dio ma con tanto zucchero. Tutto del pandoro Bauli è perfetto anche nell’imperfezione. Ma non siamo qui per parlare dei classici.
Afferriamo un pandoro con doppia crema pistacchio e gianduia. Già dalla foto in confezione sappiamo che il rischio delusione per carenza farcitura è elevatissimo, quanto la possibilità che la ministra Roccella pronunci una frase sbagliata sul concetto di famiglia entro Natale. Più piccolo di un pandoro classico, ma all’apertura il profumo è inconfondibile.
La doppia farcitura è al di sopra delle aspettative rispetto alle quantità, ma al gusto è quello che ti aspetti da una crema di un pandoro industriale: indefinibile. Il pistacchio potrebbe essere una crema pasticciera dalle nuance verdi, la gianduia non fa differenza con un cioccolato. Ci sono tutte le sfumature di gusto di un prodotto industriale: nessuna. Se piace, non giudichiamo, ma rientra nella categoria dei fetish gastronomici. Perfetto per quelle sere tra scambisti del lievitato dove si finisce sempre con le doppie farciture.

Tre Marie | Panettone Pere e Cioccolato – Per la madre della fidanzata di tuo fratello
Il marchio, che per molto tempo ha rappresentato il lusso del panettone industriale, oggi è in mano a Galbusera e continua a fare un lavoro poco discutibile sui lievitati di Natale. Confezioni decorose, impasti per niente banali e ingredienti che non sono del tutto lasciati al caso. Ogni panettone ha un ingrediente definito «di eccellenza». Come per la pera Wiliam usata nel creativo: pera Wiliam semi candita e cioccolato fondente extra. Le uova dell’impasto sono fresche e di galline allevate a terra e il risultato è un panettone basso, soffice ed equilibrato. È il serio tra i panettoni più giocosi che puoi portare in cassa al supermercato. L’esperienza è goduriosa e se ci metti a fianco della crema al mascarpone puoi giocartela assai bene anche con gli ospiti più difficili, come la madre della fidanzata di tuo fratello, per la prima volta in visita a casa tua. Ti chiederà info sul panettone perché rapita dalla bontà: potrai dire la verità senza vergogna e passare il resto della sera a discutere su un matrimonio da organizzare.
Maina | Il Golosone Zuppa Inglese – Lo sgarro per il vicino che ha preteso il Bonus 110
L’azienda dolciaria di Fossano (CN) vola basso in un’epoca in cui i competitor hanno fatto parlare di sé per operazioni che non è che si siano rivelate proprio vincenti. Maina si veste di confezioni un po’ sciatte, in cui il bianco fa da sfondo a ogni gusto, prezzi che non vanno spesso oltre i nove euro. Si percepisce la voglia di voler stare su una fascia di mercato che non sfida certo le ambizioni gourmet, ma vuole stare nel mezzo.
Quale sia lo spazio per questi prodotti, oggi, è una domanda che trova difficilmente risposta, ma il Natale è uguale per tutti, anche per chi non ha interesse o possibilità di spendere più di sei euro per un dolce da portare a tavola o, semplicemente, trova rassicuranti i sapori dell’industria alimentare classica.
Nella curiosità di provarne uno strano e non trovando le novità di quest’anno come il panettone Brownie al Cacao, andiamo sul «golosone» Zuppa Inglese. È un panettone imbevuto nella bagna all’alkermes e farcito di crema zuppa inglese. Nella lista ingredienti, dopo la farina c’è la crema panna-whisky: promette benissimo! Il profumo è quello di una giga merendina copia della Fiesta Ferrero, l’interno è un effetto tie-dye tra liquore e crema, discretamente distribuiti e non scarsi come succede di solito. L’aspetto migliora – forse – spolverandolo di cacao zuccherato presente nella confezione.
Portatelo a casa degli amici che vi hanno costretto a fare l’ultima cena fuori al Burger King. Si meritano questo dolce che troveranno a dir poco squisito. Oppure lasciatelo dietro la porta del vicino che ha insistito molto per usufruire del Bonus 110 per cento con il bigliettino «potevi isolare le parenti anche con questo, auguri».

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