The streaming must go onCosa rende davvero nuovo il livestreaming di IShowSpeed

Il ventenne youtuber realizza dirette molto lunghe viaggiando tra città e paesi diversi, parlando con sconosciuti e mostrando reazioni esagerate. L’esposizione costante nello spazio pubblico fa dell’imprevisto il centro del racconto e spiega una popolarità che ormai ha dimensioni globali

LaPresse

Il più influente youtuber del mondo non è uno youtuber, non trasmette solo da una cameretta e il suo nome a tantissimi non dirà un bel niente. Ma la sua nicchia si allarga sempre di più ed è composta da adolescenti, giovani adulti, persone di ogni angolo del globo che almeno una volta lo hanno incrociato per strada, mentre veniva circondato da folle urlanti di fan, in una delle sue dirette streaming da cui vengono tratte clip sempre più virali. 

“IShowSpeed” non è uno pseudonimo è più un epiteto, come “piè veloce” per Achille o “multiforme ingegno” per Ulisse, per descrivere esattamente cosa fa il personaggio creato da Darren Watkins Jr., nato nel 2005 a Cincinnati, Ohio. IShowSpeed mostra letteralmente la sua velocità: sfida velocisti olimpionici corre con i ghepardi, salta con i Masai, abbaia ai suoi fan, mostra i muscoli e si flette nel vuoto. È la reazione spontanea del mondo di internet alla pandemia e all’intelligenza artificiale. In un mondo di deepfake e incel, Speed trasforma ogni confronto fisico, vinto o perso, in una dimostrazione pubblica di resistenza ed esposizione spettacolare del corpo. 

Per adolescenti cresciuti in un ecosistema di immagini curate e identità ottimizzate, Speed rappresenta una valvola di sfogo. Urla, sbaglia, si espone al ridicolo al posto loro. Ogni reazione è esagerata, ogni momento può diventare un meme, ogni imprevisto un contenuto virale: come quando pochi giorni fa, in Etiopia si è fatto la cacca addosso. Sì, avete letto benissimo. The shit, o meglio the stream, must go on

Ma non scambiatelo per un fenomeno da baraccone involontario. Tutto è calcolato: Speed ha bisogno della novità e dell’adrenalina per continuare a cavalcare la sua onda di popolarità che non accenna a scemare. Il ventenne americano ha aperto il suo canale YouTube a undici anni, nel 2016, caricando video di gaming che per anni hanno attirato un pubblico marginale. Ora ha un patrimonio tra i 4 e i 5 milioni di dollari e guadagna circa 257.000 dollari al mese. La svolta è arrivata tra il 2020 e il 2021, nel pieno della pandemia, quando è diventato un meme. Le clip delle sue reazioni esagerate, che fossero sconfitte nei videogiochi o reazioni ad altri video hanno iniziato a circolare su TikTok e X. Grida improvvise, scatti d’ira, risate incontrollate; in un ecosistema già saturo di competenza tecnica, Watkins intercetta una domanda crescente per qualcosa di più elementare e immediato: la sensazione di perdita di controllo. Insomma, un essere umano, dopo tanti performer finti. 

Su questa intuizione, Speed ha costruito un modello economico solido e vincente. Il centro operativo è YouTube, dove il suo account principale ha 48.9 millioni di iscritti. Lì concentra dirette che durano spesso tre, quattro o cinque ore, senza interruzioni programmate, affiancate da una produzione incessante di clip diffuse su Instagram, TikTok e X. Twitch, dopo una serie di ban e ritorni episodici, è diventato secondario. Un flusso continuo progettato per essere frammentato. Ogni live è lunga, spesso caotica, e deliberatamente sovraccarica di potenziali momenti virali.

La camera resta sempre accesa mentre Darren si sposta in città, viaggia, mangia, corre, parla con sconosciuti, affronta imprevisti o momenti di stanchezza. Non c’è un inizio narrativo né una conclusione chiara. La diretta può partire all’improvviso e finire quando il corpo, la sicurezza o la situazione lo impongono. Insomma un mix tra La vita in diretta, L’ultimo nastro di Krapp e the Truman Show.

Speed non dialoga con la chat, non offre pillole di saggezza e non vive su contenuti altrui: è diventato un creatore continuo di contenuti casuali e autentici. Ha sempre il polso della situazione, in tutti i sensi, perché il suo smartphone è attaccato all’avambraccio e può capire dove tirano i commenti, cosa fare e non fare. 

Nelle ultime settimane lo youtuber ha riempito i social di contenuti con il suo tour “Speed Does Africa”, un progetto di livestreaming di circa ventotto giorni attraverso oltre venti paesi africani, riedizione e radicalizzazione di un format già testato negli scorsi mesi in Europa, Italia inclusa, e in Asia. Tra Thailandia, Indonesia, Malesia e Singapore, il formato ha raggiunto una scala ancora più ampia, culminando in Indonesia con oltre un milione di spettatori simultanei in diretta, un record per uno streamer anglofono.

Speed arriva in un paese, accende la camera, si espone allo spazio pubblico e lascia che l’ambiente reagisca. Da lì nascono situazioni imprevedibili e una serie di momenti ricorrenti che il pubblico ha imparato a riconoscere. Durante questo tour non stop, iniziato tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, lo youtuber ha incontrato più volte due suoi sosia, vestiti e pettinati come lui. Il riferimento più banale è allo storico meme dei tre Spiderman che si indicano a vicenda. E come Phileas Fogg, il protagonista de “Il giro del mondo in ottanta giorni” di Jules Verne, Speed ha anche un inseguitore fisso all’interno del suo universo narrativo. Si chiama White Boy M e, anche qui, la fantasia non è al potere: è un giovane statunitense bianco di nome Emerson, diventato virale su TikTok copiando voce, posture, urla e manierismi di Speed. 

Come spesso succede con le ultime generazioni Speed diventa il bignami dei suoi fan che grazie a lui scoprono che l’Etiopia non è un paese del terzo mondo ma ha una capitale che fa invidia a molte città europee, che le persone nell’Africa subsahriana sono più aperte e imprevedibili, mentre in Egitto c’è una dittatura militare che impone delle regole, come non fare tutto quello che ti pare mentre fai una diretta streaming dentro le piramidi. 

Una parte decisiva della sua popolarità globale deriva dall’ossessione per il calcio e, in particolare, per Cristiano Ronaldo. Che un giovane streamer americano costruisca la propria identità pubblica attorno al calcio europeo è già di per sé anomalo, e Speed ha intuito prima di molti coetanei che questa passione potesse diventare una cifra riconoscibile. Indossa regolarmente le maglie delle nazionali o dei club locali dei paesi che visita, usa il calcio come linguaggio universale. Prima di scoprire i tour mondiali è stato il mattatore dell’edizione del Pallone d’Oro 2023, anche grazie alla connessione con il giocatore del Milan, Rafa Leao, appassionato di dirette streaming. 

L’ossessione per lo sport diventerà probabilmente il prossimo filone narrativo della sua carriera, in vista delle Olimpiadi di Los Angeles del 2028, Speed ha più volte dichiarato di voler partecipare a una gara di atletica. L’impresa non è impossibile: dalle sfide mediatiche contro Noah Lyles oro ai 100 metri delle ultime olimpiadi, alle corse improvvisate contro animali o atleti locali, Watkins ha mostrato di possedere una base atletica reale, pur senza livelli professionistici. Ma ha solo vent’anni, diamogli tempo. 

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