Arcipelago PutinLibertà o sottomissione, la scelta dell’Ucraina

La testimonianza di una sopravvissuta alle prigioni russe è un monito per tutti gli europei: non è la guerra di Kyjiv, ma dell’Europa intera, ha spiegato Yulia “Taira” Paievska alla prima Conferenza Europea di Ventotene per la libertà e la democrazia

Non parlo come vittima né come simbolo. Parlo come medico militare, come fondatrice del corpo di evacuazione volontario “Gli Angeli di Taira” e come ex prigioniera di guerra. Sono sopravvissuta alle prigioni russe per poter raccontare la verità.

Quello che ho visto e vissuto non è un film dell’orrore: è la realtà quotidiana di migliaia di ucraini. Nelle celle sotterranee di Mariupol e Donetsk la libertà si riduce a una scelta primitiva: sottomissione o morte. I miei compagni cadevano uno dopo l’altro, spegnendosi davanti ai miei occhi. Ho visto corpi svuotarsi di vita, ho visto persone torturate con metodi medievali nel cuore del ventunesimo secolo.

Eppure, in quelle stesse prigioni ho assistito a una forma di solidarietà che non dimenticherò mai: uomini e donne che condividevano l’ultimo pezzo di pane, l’ultima goccia d’acqua. Nel buio della prigionia, nascevano i veri valori europei: dignità, fraternità, speranza.

La Russia non nasconde i suoi piani. Prima minaccia, poi colpisce. Lo ha fatto con l’Ucraina, lo farà con chiunque osi opporsi. Oggi i droni russi hanno già colpito il territorio dell’Unione europea. Non illudetevi: le stesse minacce valgono anche per voi. Ogni esitazione, ogni compromesso, non fanno che rafforzare l’aggressore.

Gli ucraini credono che, dopo questa guerra, il nostro Paese possa diventare un esempio di democrazia. Ma sappiamo che questo sogno lo paghiamo con il sangue. La libertà non è un concetto astratto: è la vita stessa, ed è ciò che Vladimir Putin vuole negarci. Molti dei miei fratelli e delle mie sorelle d’armi sono ancora nelle carceri russe. Molti bambini ucraini sono stati deportati e strappati alle loro famiglie. La mia voce è anche la loro voce.

Vi chiedo di non voltare lo sguardo. Aiutateci a riportare a casa i nostri prigionieri, a liberare i nostri figli rapiti, a difendere il diritto elementare di un popolo a rimanere libero. Non pensate che questa sia solo la guerra dell’Ucraina.

È la vostra guerra. Perché quando un popolo cade sotto il giogo della tirannia, la libertà di tutti viene messa in pericolo. La libertà e la sottomissione non possono convivere. Noi abbiamo scelto la libertà. Vi chiediamo di scegliere con noi.

Testo raccolto alla prima Conferenza Europea di Ventotene per la libertà e la democrazia.

Questo è un articolo de Linkiesta Magazine 03/25 – Senza alternativa. Si può acquistare qui.

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