Un colpo alla disinformazioneSan Marino ferma il documentario sui biolab di Russia Today 

La Gendarmeria blocca la proiezione del documentario dell’emittente statale russa. Dopo un articolo di Linkiesta, il segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari era intervenuto contro la diffusione di narrazioni filorusse nel dibattito pubblico sul Titano

AP/LaPresse

L’annuncio è arrivato dagli stessi organizzatori: la proiezione del documentario “Biolab, la guerra biologica”, realizzato dall’emittente statale Russia Today, prevista per il 7 febbraio nella Repubblica di San Marino non si terrà. Lo ha deciso la Gendarmeria. In un post su Facebook, Niccolò Verdolini, responsabile del canale Occhio alla Storia, organizzatore dell’evento, ha parlato di «gravissimo atto di censura preventiva» di quella che viene definita «iniziativa culturale, a pubblico limitato». Oltre alla classica carta del vittimismo da presunta censura, nel suo post Verdolini gioca quella della democrazia che tradisce sé stessa. «In una società realmente libera, non spetta alle istituzioni stabilire cosa le persone possano vedere o ascoltare, ma garantire che possano farlo nel rispetto delle regole». E ancora: «Qui non si è impedito un abuso, ma un confronto».

In realtà, come racconta su Linkiesta, l’evento avrebbe messo al centro una delle narrazioni più classiche della disinformazione sovietica e russa, quella dei biolaboratori. Il tutto, a partire da un documentario dell’emittente statale russa Russia Today, sanzionata dall’Unione europea in quanto strumento di propaganda del regime di Vladimir Putin nel contesto dell’invasione dell’Ucraina. Era prevista la partecipazione di Vincenzo Lorusso, italiano che vive nei territori ucraini occupati dalla Russia, da cui cura il sito Donbass Italia, della pasionaria putiniana Marinella Mondaini, dello sceneggiatore e blogger complottista Massimo Mazzocco e dell’attivista No-Vax Ugo Rossi.

Dopo il nostro articolo, Luca Beccari, segretario di Stato per gli Affari esteri, si era rivolto al Consiglio Grande e Generale, ovvero il parlamento monocamerale della Repubblica di San Marino, chiedendo di fermare «chi continua a portare avanti la disinformazione in questo Paese». Beccari aveva anche richiamato il pezzo de Linkiesta in cui si evidenziava come la proiezione si sarebbe tenuta in una fase di intensi dibattiti sul Titano circa l’accordo di associazione con l’Unione europea e dopo che il governo sanmarinese si è unito ai 27 per le sanzioni contro la Russia. «Guardate oggi cosa appare su (…) Linkiesta (…), dove addirittura le vicende sammarinesi riguardo all’accordo di associazione vengono ancora inquinate da fattori esterni, come il fatto che si tenti a San Marino di proiettare un documentario da parte di media filorussi, a discapito dell’Ucraina, e magari con il tentativo di boicottare, ancora una volta, il nostro percorso di integrazione verso l’Unione europea», aveva dichiarato.

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