
Donald Trump ha presieduto a Washington la prima riunione del suo Board of Peace, annunciando un impegno complessivo di 17 miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza e la creazione di una forza internazionale di stabilizzazione. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che Azerbaigian, Bahrain, Kazakistan, Kuwait, Marocco, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Uzbekistan hanno promesso complessivamente oltre 7 miliardi di dollari. Mentre gli Stati Uniti contribuiranno con 10 miliardi, ma Trump non ha spiegato se e come il finanziamento dovrà essere approvato dal Congresso, né con quali modalità verrà versato al Board che, secondo il suo statuto, è presieduto dallo stesso Trump con poteri estesi.
L’incontro si è svolto al Donald J. Trump Institute of Peace, nuovo nome dello U.S. Institute of Peace, ente creato dal Congresso americano nel 1984 come istituzione indipendente e finanziata con fondi federali, con il compito di promuovere la prevenzione dei conflitti e la diplomazia. «Rimetteremo a posto Gaza. La renderemo molto sicura e di successo», ha detto Trump aprendo la riunione, definendo il Board «il più importante organismo per la pace mai creato». Il presidente degli Stati Uniti ha inoltre detto che l’ONU destinerà 2 miliardi di dollari agli aiuti umanitari. Le stime di Banca Mondiale, Unione europea e Nazioni Unite indicano che la ricostruzione potrebbe richiedere fino a 70 miliardi.
All’incontro erano presenti delegazioni di 47 Paesi. Hanno partecipato di persona, tra gli altri, il presidente argentino Javier Milei e il primo ministro ungherese Viktor Orbán. Durante il suo intervento, Trump ha alternato ha criticato i Paesi che non hanno aderito. «Quasi tutti hanno accettato. E quelli che non l’hanno fatto lo faranno. Alcuni fanno un po’ i furbi, ma con me non funziona», ha dichiarato forse riferendosi alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha fatto partecipare l’Italia come osservatore speciale. Molti alleati tradizionali degli Stati Uniti, come Francia, Regno Unito e Germania, non hanno aderito formalmente. La Commissione europea ha inviato un rappresentante come osservatore, scelta criticata da Parigi per l’assenza di un mandato condiviso dell’Unione.
Il Board of Peace è stato autorizzato dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU con un mandato limitato a Gaza fino al 2027. Dovrebbe agire come amministrazione transitoria, coordinando fondi e ricostruzione finché l’Autorità Palestinese non sarà ritenuta adeguatamente riformata. Russia e Cina si erano astenute, sostenendo che il ruolo delle Nazioni Unite non fosse definito in modo sufficiente. Trump ha respinto le accuse di voler creare un organismo alternativo all’ONU. «Rafforzeremo le Nazioni Unite. Faremo in modo che funzionino bene», ha detto, aggiungendo che il Board «controllerà quasi le Nazioni Unite per assicurarsi che operino correttamente».
Il nodo centrale resta il disarmo di Hamas, condizione posta da Israele per qualsiasi ricostruzione. «Hamas ha promesso che si disarmerà. Sembra che lo farà, ma vedremo», ha detto Trump, avvertendo che in caso contrario la risposta sarà «molto dura». Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che non ci sarà alcuna ricostruzione senza una demilitarizzazione completa. «Molto presto Hamas dovrà scegliere: disarmarsi pacificamente o essere disarmata con la forza. Gaza sarà completamente demilitarizzata», ha dichiarato. Da Gaza, il portavoce di Hamas Hazem Qassem ha affermato che un’eventuale forza internazionale dovrà «monitorare il cessate il fuoco e impedire che l’occupazione continui la sua aggressione», senza assumere un impegno esplicito sul disarmo.
Il generale statunitense Jasper Jeffers, designato a guidare la International Stabilization Force, ha annunciato che Indonesia, Marocco, Kazakistan, Kosovo e Albania hanno promesso truppe. Egitto e Giordania addestreranno la futura polizia palestinese. Il piano prevede nel lungo periodo fino a 20 mila soldati e 12 mila agenti. Le prime unità dovrebbero essere dispiegate a Rafah.
Secondo Nickolay Mladenov, funzionario del Board, circa 2 mila palestinesi hanno presentato domanda nelle prime ore per entrare in una nuova forza di polizia transitoria. Non è chiaro come questa struttura potrà operare nelle aree dove Hamas mantiene ancora il controllo.
Il presidente della FIFA Gianni Infantino, che per alcuni minuti ha indossato un cappellino rosso con la scritta “USA” distribuito ai partecipanti, ha annunciato un investimento da 50 milioni di dollari per uno stadio a Gaza da 20 a 25 mila posti, 15 milioni per un’accademia calcistica e fondi per decine di campi da gioco. «Non dobbiamo solo ricostruire case, scuole o ospedali. Dobbiamo ricostruire le persone, l’emozione, la speranza», ha detto. Il presidente del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev ha proposto di istituire un premio speciale intitolato a Trump per riconoscerne «gli straordinari sforzi di costruzione della pace», definendo l’iniziativa «assolutamente senza precedenti».
Trump ha inoltre dichiarato che il Board potrebbe occuparsi in futuro di altri conflitti globali, rivolgendo poi un nuovo avvertimento all’Iran sul programma nucleare. «Dobbiamo fare un accordo serio. Altrimenti succederanno cose brutte» e parlando di possibili sviluppi «nei prossimi dieci giorni».