Letture disorganicheGratteri, Albanese e le presunte interpretazioni distorte di noialtri

Proprio come la relatrice speciale dell’Onu, anche il noto procuratore dice che le sue parole sul referendum sulla giustizia sono state travisate

Lapresse

Hanno sollevato diffusa e comprensibile indignazione le parole del procuratore Nicola Gratteri, secondo il quale al prossimo referendum sulla giustizia «è certo che per il No voteranno le persone perbene», mentre «voteranno per il Sì, ovviamente, gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente».

Ma naturalmente anche Gratteri ieri, proprio come Francesca Albanese ieri l’altro, si è detto vittima di un’interpretazione distorta delle sue dichiarazioni, inviando la seguente precisazione al Corriere della sera: «I miei interventi non possono essere parcellizzati e letti in modo disorganico. Ho detto che a mio parere voteranno Sì certamente le persone a cui questo sistema conviene, quindi tutti i centri di potere che non vogliono essere controllati dalla magistratura. Non ho detto, come strumentalmente vogliono far credere, che quelli che votano Sì sono tutti appartenenti a centri di potere». Se fossimo in un telefilm americano, mi resterebbe solo da aggiungere: signori della giuria, non ho altre domande.

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