Vertice a Alden-BiesenDraghi torna a scuotere l’Europa: investimenti comuni o declino

Dal mercato unico alla preferenza europea in settori strategici, l’ex premier rilancia con forza. Meloni definisce preziosi i contributi suoi e di Letta, presente anche lui in Belgio

AP/LaPresse

Mario Draghi è tornato a scuotere i leader europei. Al castello di Alden-Biesen, dove oggi si è tenuto il vertice informale dei leader europei, l’ex presidente del Consiglio e governatore della Banca centrale europea ha lanciato un appello forte e chiaro: servono investimenti comuni e bisogna agire in fretta sulla competitività.

L’intervento di Draghi non ha lasciato spazio a dubbi. Davanti ai capi di Stato e di governo riuniti nel Limburgo belga, ha sottolineato come il panorama economico europeo si sia ulteriormente deteriorato nei mesi successivi alla presentazione del suo rapporto. Le soluzioni classiche, ha avvertito, non bastano più.

La ricetta proposta dall’ex premier italiano tocca diversi fronti: ridurre le barriere nel mercato unico, superare la frammentazione dei mercati azionari, abbattere i costi dell’energia. E poi una proposta più diretta: introdurre una «preferenza europea» mirata in alcuni settori strategici. Draghi ha anche evocato la possibilità di cooperazioni rafforzate tra Paesi disponibili a procedere più rapidamente, come previsto dai trattati.

L’intervento ha scatenato un «approfondito» dibattito tra i leader, con domande su investimenti, mercati dei capitali, energia, fusioni aziendali e ruolo internazionale dell’euro.

Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha ringraziato pubblicamente Draghi per aver dato «una prospettiva nuova» alle discussioni. Anche Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha definito «preziosi» i contributi di Draghi e di Enrico Letta, anch’egli presente al vertice con il suo rapporto sul mercato unico.

La premier italiana ha però escluso l’ipotesi che i due ex premier possano assumere un ruolo formale di inviati speciali per la competitività: «Non credo che esista una figura del genere», ha detto ai giornalisti.

Il messaggio di Draghi è comunque arrivato forte e chiaro a Bruxelles: il tempo stringe e l’Europa deve decidere se vuole davvero competere sulla scena globale.

X