
A proposito di «Cime Tempestose» (il film in uscita nelle sale, ma anche il libro uscito un paio di secoli fa), Guia Soncini scrive su Linkiesta che «il kitsch è ormai l’unico linguaggio esistente» e per corroborare la sua affermazione ricorda che ieri il Corriere della sera ha intervistato Ignazio La Russa su Andrea Pucci (il che mi pare già un punto a favore della sua teoria), intervista in cui La Russa pronuncia questa frase illuminante: «Fa morire dal ridere, parla come parla la gente a cena, di cose comuni, quelle che riguardano la vita di tutti noi».
Di qui le seguenti, amare e sconfortate considerazioni di Soncini. «È andata così: che esisteva il talento, dovevi saper fare delle cose, saper scrivere meglio di me per vincere il Nobel per la Letteratura, saper costruire una battuta meglio del mio commercialista per guadagnarti da vivere facendo il comico, saper cantare e ballare e recitare per fare un programma televisivo. Poi è arrivato il secolo del consenso, e il talento è diventato un ingombro, una zavorra, un complesso». Mi fermo qua, sebbene il ragionamento si sviluppi e si allarghi ulteriormente, perché la tesi mi sembra già ampiamente dimostrata dal fatto che La Russa è presidente del Senato.