Ieri, il presidente statunitense Donald Trump ha licenziato Kristi Noem, segretaria al dipartimento per la Sicurezza interna. Al suo posto il senatore repubblicano dell’Oklahoma Markwayne Mullin, 48 anni, ex combattente di arti marziali miste imbattuto nel circuito professionistico. La notizia, annunciata via Truth Social, chiude una delle vicende più tormentate del secondo mandato presidenziale. Noem è la prima segretaria di gabinetto a lasciare l’incarico in questa amministrazione.
La sua uscita, che Trump ha cercato di ammorbidire offrendole l’incarico di Inviata speciale per lo Scudo delle Americhe – una nuova iniziativa di sicurezza per l’Emisfero occidentale – arriva dopo settimane di polemiche che si sono accumulate fino a diventare insostenibili. Il conto delle contestazioni è lungo. Noem aveva autorizzato l’acquisto di due jet Gulfstream e il noleggio di un Boeing Business Jet 737 – con camera da letto e bar a bordo – per un costo complessivo superiore a 270 milioni di dollari, attingendo a fondi destinati alle deportazioni. Un funzionario dell’amministrazione, citato da Axios, ha definito l’operazione «il peggior affare per comprare un aereo che il mondo abbia mai visto». Il Boeing, presentato come strumento per i rimpatri, è stato poi prestato alla first lady Melania Trump per diversi voli tra Washington e New York.
Parallelamente, una campagna pubblicitaria sull’immigrazione da circa 220 milioni di dollari di fondi pubblici aveva trasformato il volto di Noem nell’icona visiva delle politiche di contrasto all’immigrazione irregolare. Il contratto, assegnato senza gara alla società Strategy Group – ritenuta vicina alla rete politica della ex segretaria – non era passato inosservato nemmeno tra i repubblicani. Il senatore John Kennedy della Louisiana aveva parlato apertamente di autoreferenzialità. Trump, giovedì, ha dichiarato di «non aver mai saputo nulla» della campagna. Una smentita che si scontra però con quanto ricostruito da fonti interne: il presidente avrebbe visto le bozze degli spot in anticipo, criticato quello in cui Noem appariva a cavallo, e chiesto di essere ringraziato nel primo filmato per aver «chiuso il confine».
A complicare ulteriormente il quadro, le voci su una relazione extraconiugale con Corey Lewandowski, capo di gabinetto di fatto della segreteria. Noem, interrogata sotto giuramento durante un’audizione parlamentare, si è rifiutata di smentire.
A pesare sul bilancio di Noem anche la gestione dell’operazione di polizia migratoria a Minneapolis, dove agenti federali hanno ucciso due cittadini americani. «Minneapolis è stato un disastro», ha detto un consigliere di Trump ad Axios. «Dovevamo fermare le frodi dei somali irregolari. Abbiamo finito per sparare a due persone in mezzo alla strada.» Dopo quell’episodio, Trump aveva già commissariato la gestione inviando il suo border czar Tom Homan a prendere il controllo diretto dell’operazione.
Sul fronte Fema – l’agenzia federale per la gestione delle emergenze, che fa capo al dipartimento – la situazione era altrettanto critica. Noem aveva imposto che ogni spesa superiore ai 100.000 dollari richiedesse la sua approvazione personale, rallentando di fatto l’erogazione di miliardi di dollari di rimborsi agli Stati colpiti da calamità naturali. «Ha fallito su FEMA. Non si presentava alle audizioni. Era irrispettosa. Nessuno la sopportava», ha detto un consigliere citato da Axios.
Trump ha annunciato la nomina di Mullin definendolo un «guerriero Maga» e sottolineando il suo record di cinque vittorie e zero sconfitte nel circuito Mma. Eletto alla Camera dei rappresentanti nel 2012 per il secondo distretto dell’Oklahoma, vi ha trascorso un decennio prima di passare al Senato nel 2022, dove ha preso il posto del senatore Jim Inhofe. È l’unico senatore in carica senza una laurea; nella vita ha gestito l’azienda idraulica di famiglia ed è cittadino della Nazione Cherokee. Nel 2023 era diventato virale per aver sfidato fisicamente il presidente dei Teamsters, Sean O’Brien, durante un’audizione al Senato, dopo uno scontro sui social. Episodio che fotografa bene lo stile di Mullin: diretto, combattivo, fedele a Trump – con cui ha descritto il rapporto come una «grande amicizia». Il presidente ha ricambiato, definendolo «spettacolare» per il ruolo che andrà a ricoprire.
Le posizioni di Mullin sono allineate all’ala più conservatrice del partito: contrario all’aborto senza eccezioni, sostenitore delle leggi contro la partecipazione di atlete transgender nello sport femminile, ha votato a favore del «One Big Beautiful Bill» voluto da Trump. La sua conferma al Senato è ritenuta quasi scontata in un’aula a maggioranza repubblicana, tanto che già un democratico – il senatore della Pennsylvania John Fetterman – ha annunciato il proprio voto favorevole.
Il licenziamento di Noem segue un copione già collaudato da Trump: offrire un «atterraggio morbido» ai collaboratori che escono di scena. Come l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, rimosso dopo aver aggiunto per errore un giornalista a una chat Signal sulla guerra, nominato poi ambasciatore delle Nazioni Unite, anche Noem si vede assegnato un incarico di rappresentanza. Lo «Scudo delle Americhe» è il progetto su cui Trump si è incontrato sabato con undici leader latinoamericani nel suo golf club di Doral, in Florida: un’iniziativa di sicurezza regionale che guarda all’emisfero occidentale con la stessa ambizione con cui, ai tempi della Guerra fredda, gli Stati Uniti proiettavano la loro influenza nel continente.
Noem, parlando giovedì a Nashville a una conferenza delle forze dell’ordine – senza fare alcun cenno al proprio licenziamento – ha accettato il nuovo incarico con entusiasmo pubblico: «Lavorerò per smantellare i cartelli che hanno inondato la nostra nazione di droga». Una facciata composta, che non cambia la sostanza: dopo tredici mesi alla guida della Sicurezza interna, Noem lascia un dipartimento privo di fondi da quasi tre settimane, con i dipendenti della cybersecurity in cassa integrazione e una nomina al Senato ancora da confermare.