Autolesionismo propagandisticoMeloni dà la colpa all’Europa e all’Istat per un problema creato dal governo

La presidente del Consiglio torna a un registro nazional populista nel momento in cui emergono criticità economiche, ma dopo un lungo periodo alla guida del paese l’argomento delle colpe esterne appare sempre meno credibile e politicamente sostenibile

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Sulla questione della mancata uscita dalla procedura di infrazione Giorgia Meloni se la prende con l’Istat e con l’Europa, oltre che con il Superbonus (di cui ha chiesto fino all’ultimo, con tutto il centrodestra, proroghe ed estensioni), invece di prendersela con se stessa, essendosi infilata da sola in questo casino per pura bulimia propagandistica (e così, come scrive sul Foglio Luciano Capone, «il traguardo autoimposto è diventato un danno autoinflitto»).

Come sempre quando è in difficoltà, cioè sempre più spesso da quando ha perso il referendum, Meloni abbandona le pose da statista liberale e modernizzatrice per tornare ai suoi cavalli di battaglia nazional-populisti. Ma dopo tre anni e mezzo di governo, tre anni e mezzo in cui ha assicurato che tutto andava alla grande, svegliarsi adesso e gridare che le cose vanno male per colpa dei governi precedenti, dell’Europa e pure dell’Istat non è molto convincente.

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