Una petroliera cinese sanzionata dagli Stati Uniti è riuscita ad attraversare lo stretto di Hormuz nonostante il blocco navale imposto da Washington, diventando la prima nave a farlo da quando la misura è entrata in vigore. Secondo i dati di tracciamento marittimo di LSEG, MarineTraffic e Kpler, la nave Rich Starry è uscita dal Golfo dopo aver attraversato uno dei passaggi più importanti al mondo per il trasporto di petrolio. La petroliera, di proprietà della Shanghai Xuanrun Shipping, è stata sanzionata dagli Stati Uniti per i suoi rapporti con l’Iran. Trasporta circa 250.000 barili di metanolo, caricati nel porto emiratino di Hamriyah, ed è gestita da un equipaggio cinese.
Il passaggio è avvenuto a poche ore dall’entrata in vigore del blocco annunciato dall’amministrazione di Donald Trump, che riguarda le navi dirette verso porti iraniani o provenienti da essi. L’esercito statunitense ha precisato che la misura non dovrebbe impedire il transito neutrale nello stretto, ma ha anche minacciato azioni militari contro eventuali imbarcazioni iraniane o considerate ostili.
La decisione americana ha inoltre accentuato le tensioni con gli alleati europei. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha detto che non parteciperà al blocco navale, aggiungendo che il suo governo non intende essere trascinato nel conflitto con l’Iran. Il presidente francese Emmanuel Macron ha proposto una missione multinazionale con l’obiettivo di garantire la sicurezza della navigazione, ma solo dopo la fine delle ostilità.
Nel frattempo, altri segnali indicano che il blocco potrebbe essere aggirato o messo alla prova da più navi. Un’altra petroliera sanzionata, la Murlikishan, è entrata nello stretto e dovrebbe caricare carburante in Iraq nei prossimi giorni. I dati disponibili suggeriscono che il traffico commerciale resta ridotto, con diverse compagnie che attendono chiarimenti operativi prima di riprendere le rotte. Teheran ha reagito duramente, definendo le restrizioni americane un atto di «pirateria» e minacciando ritorsioni contro porti e navi nella regione. Le Guardie rivoluzionarie hanno avvertito che qualsiasi presenza militare nello stretto potrebbe essere considerata una violazione del cessate il fuoco.
L’iniziativa statunitense arriva dopo il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, i primi a questo livello da oltre un decennio. I negoziati, mediati dal Pakistan, si sono conclusi senza un accordo, nonostante la partecipazione del vice presidente degli Stati Uniti JD Vance.