Lavori in corsoTrump dovrà ottenere il via libera del Congresso per costruire una sala da ballo alla Casa Bianca

Il giudice Richard Leon del tribunale di Washington ha stabilito che il presidente degli Stati Uniti non ha il potere di decidere da solo le modifiche strutturali a un edificio pubblico simbolico

LaPresse

Un giudice federale negli Stati Uniti ha bloccato la costruzione della nuova sala da ballo voluta da Donald Trump alla Casa Bianca, stabilendo che i lavori non possono andare avanti senza l’approvazione del Congresso. La decisione è arrivata martedì dal giudice Richard Leon, a Washington, ed è un primo stop concreto a uno dei progetti più ambiziosi con cui Trump vuole modificare la residenza presidenziale. Si tratta di un provvedimento temporaneo, ma sufficiente a fermare il cantiere, mentre il caso continuerà in tribunale.

Secondo il giudice, Trump non ha legalmente il potere di decidere da solo un intervento così grande su un edificio pubblico. «Il Presidente degli Stati Uniti è il custode della Casa Bianca per le future generazioni. Non ne è il proprietario. A meno che e fino a quando il Congresso non approvi questo progetto, la costruzione deve fermarsi».

La causa è stata presentata dal National Trust for Historic Preservation, un ente incaricato di proteggere gli edifici storici negli Stati Uniti. L’organizzazione sostiene che l’amministrazione abbia aggirato diverse procedure obbligatorie, tra cui il coinvolgimento degli organismi di controllo federali, le verifiche ambientali e soprattutto il passaggio dal Congresso.

Il progetto era già partito da tempo: a ottobre è stata demolita l’East Wing, la parte della Casa Bianca che ospitava tradizionalmente gli uffici della First Lady e l’accesso utilizzato dai visitatori durante le visite ufficiali. Pur non essendo la parte più antica della residenza, è comunque considerata integrante del complesso storico e simbolico della Casa Bianca. Al suo posto Trump vorrebbe fare spazio a una grande sala da ballo da circa 90.000 metri quadrati, pensata per ospitare oltre mille persone.

La Casa Bianca ha spiegato che l’opera, stimata in 400 milioni di dollari, sarebbe finanziata con donazioni private e servirebbe a organizzare eventi senza usare gli spazi esterni. L’amministrazione ha anche sostenuto che altri presidenti in passato hanno fatto modifiche alla Casa Bianca senza bisogno di autorizzazioni specifiche. Ma il giudice ha respinto questo paragone, spiegando che qui non si tratta di lavori minori, ma di un cambiamento strutturale destinato a durare nel tempo. Trump ha difeso il progetto dicendo che è «in anticipo sui tempi, sotto budget» e «non costa nulla ai contribuenti». Poi ha definito il National Trust for Historic Preservations «un gruppo di lunatici della sinistra radicale».

Per ora i lavori restano fermi, anche se alcune attività legate alla sicurezza potranno continuare. L’amministrazione potrà fare ricorso oppure chiedere al Congresso di approvare formalmente il progetto.

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