Pizza in tv‘Na Pizza racconta come cambia il lievitato italiano

Dal 15 al 19 giugno su Sky Uno torna il programma condotto da Renato Bosco. Cinque pizzaioli, cinque ingredienti simbolo e un racconto che fotografa l’evoluzione di uno dei prodotti più dinamici della gastronomia italiana.

La pizza continua a cambiare forma senza perdere la propria identità. È questa la fotografia che emerge dalla terza stagione di ‘Na Pizza, il programma televisivo condotto da Renato Bosco che torna in onda dal 15 al 19 giugno su Sky Uno e in streaming su NOW con cinque nuovi episodi dedicati alla pizza contemporanea.

Più che una semplice trasmissione di cucina, il format si inserisce in un fenomeno che negli ultimi anni ha trasformato profondamente il settore. Se la pizza resta uno dei simboli più riconoscibili della gastronomia italiana, è altrettanto vero che oggi rappresenta un laboratorio permanente di ricerca. Tecniche di lievitazione, selezione delle farine, attenzione alla sostenibilità degli ingredienti e contaminazioni territoriali hanno ampliato il vocabolario di un prodotto che continua a dialogare con tradizione e innovazione.

In questo contesto si colloca il viaggio di Bosco, imprenditore e studioso della panificazione, che nelle nuove puntate incontra cinque professionisti provenienti da esperienze e territori differenti. L’obiettivo non è individuare una presunta versione definitiva della pizza, ma mostrare come uno stesso impasto possa interpretare sensibilità, culture gastronomiche e linguaggi diversi.

Ad aprire la serie sarà Davide Ruotolo di Palazzo Petrucci, a Napoli, che porterà in trasmissione la mozzarella di bufala campana. Seguirà Davide Sardina di Da Lioniello Milano con il broccolo, ingrediente che richiama le sue radici siciliane. Nella terza puntata sarà protagonista Davide Civitiello, campione del mondo della pizza napoletana e volto di Rossopomodoro, con le acciughe. Toccherà poi ad Antonio Fusco, giovane interprete della scena milanese, lavorare sul salamino piccante: non è un volto nuovo per Gastronomika, avendo già partecipato al Gastronomika Festival come giovane chef, portando proprio la sua pizza, quella di Sublime Milano. A chiudere la stagione sarà Ciro Tutino della pizzeria BRO di Napoli con il limone.

La scelta degli ingredienti non appare casuale. Accanto a prodotti iconici della tradizione compaiono elementi che testimoniano l’allargamento delle possibilità espressive della pizza contemporanea. Ogni ingrediente diventa il punto di partenza per riflettere sul rapporto tra territorio, tecnica e creatività, temi sempre più centrali nel dibattito professionale.

La crescita del settore negli ultimi quindici anni ha infatti modificato il ruolo stesso del pizzaiolo. Da artigiano specializzato nella produzione di un alimento popolare, il professionista della pizza è diventato spesso un ricercatore capace di dialogare con agricoltori, allevatori, mugnai e produttori. La qualità dell’impasto resta fondamentale, ma oggi il valore si misura anche nella capacità di costruire una visione gastronomica coerente.

Programmi come ‘Na Pizza intercettano proprio questa trasformazione culturale. La televisione racconta un prodotto familiare al grande pubblico, ma dietro la semplicità apparente di farina, acqua e lievito emerge un universo fatto di studio, tecnica e continua sperimentazione. Un racconto che contribuisce a spiegare perché la pizza, pur restando uno dei cibi più popolari al mondo, sia diventata anche uno dei più interessanti osservatori dei cambiamenti in corso nella gastronomia italiana.

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