
Ignazio La Russa vede Giorgia Meloni al Quirinale. Non al termine dell’attuale mandato di Sergio Mattarella, ma più avanti. «Secondo me diventerà presidente della Repubblica non questa volta, ma la prossima», ha detto il presidente del Senato intervenendo alla rassegna “L’estate del Principe” a Viareggio. «È un augurio e un riconoscimento delle sue capacità. Sarebbe una grande fortuna per l’Italia dopo Mattarella», ha aggiunto, precisando di non voler lanciare alcun messaggio politico: «Non c’è nessuna ragione per cui questo possa suonare come un allarme».
Le parole di La Russa rilanciano il dibattito aperto nelle scorse settimane dalla stessa presidente del Consiglio, che aveva invitato a superare quello che aveva definito il «tabù» di un capo dello Stato proveniente dalla destra. Una prospettiva che, secondo il presidente del Senato, non riguarderebbe però l’elezione prevista nel 2029, quando scadrà il secondo mandato di Mattarella, ma una successiva.
Nel suo intervento, La Russa è tornato anche sulla riforma della legge elettorale, oggi all’esame del Senato. Il presidente di Palazzo Madama ha espresso dubbi sul disegno di legge privo delle preferenze, invitando la maggioranza a riflettere anche sul piano costituzionale. «Credo che la maggioranza debba riflettere sulla costituzionalità del ddl presentato senza le preferenze», ha affermato, ribadendo che il voto di preferenza resta «il miglior sistema che abbiamo» per consentire agli elettori di scegliere i propri rappresentanti.
La Russa ha quindi lasciato intendere che il confronto parlamentare non sia ancora chiuso. «Bocciare un emendamento non equivale a bocciare una legge», ha osservato, aggiungendo che un eventuale nuovo voto alla Camera, questa volta senza scrutinio segreto, potrebbe rendere più chiari gli schieramenti in campo.
Il presidente del Senato ha infine rivolto un messaggio agli alleati, in particolare a Forza Italia, nel pieno del confronto interno al centrodestra sulla riforma elettorale: «Io non butterò mai giù dalla torre Forza Italia, a meno che non decida di suicidarsi e si butti giù da sola. A buon intenditore poche parole».